“La masai bianca” di Corinne Hofmann

“La masai bianca” di Corinne Hofmann

Recensione di Emma Fenu


la masai bianca

“La Masai bianca” è la storia di Corinne, una giovane donna svizzera con un’attività imprenditoriale avviata, un conto in banca e un fidanzato.

La sua sembra una vita perfetta, ma non lo è.

L’insoddisfazione profonda che cova, inconsapevolmente, esplode durante un viaggio in Kenya, alla vista di un bellissimo guerriero Masai del quale si innamora perdutamente fin dal primo istante.

Animata dal fuoco della passione, la donna lascerà la propria patria, affronterà malattie e peripezie burocratiche per vivere in una capanna, come una vera samburu, con il proprio marito kenyota.

Le difficoltà non tardano a manifestarsi in seno alla coppia: Corinne e Lketinga, il Masai, non solo sono stati cresciuti in mondi differenti, ma hanno a disposizione una manciata di vocaboli in inglese attraverso i quali comunicare.

Una storia estrema, troppo irreale?

Forse, come sono le testimonianze autobiografiche in cui la realtà fa mangiare la polvere all’estro del romanziere.

Il libro è di indiscussa fama e ha suscitato pareri contrastanti, poiché Corinne, per amore, deve confrontarsi, spesso subendo, con una cultura diversa da quella occidentale, impregnata di maschilismo, che relega la donna ad una vita di faticoso lavoro e di continuo accudimento, privandola perfino del raggiungimento del piacere sessuale.

Proviamo ad analizzare la storia da una diversa angolazione, dal momento che sulla componente “esotica” ed emozionale del libro molto si è già scritto.

Togliamo la savana popolata da elefanti e leoni; il cielo africano disseminato di stelle; le strade polverose da percorrere con una jeep malconcia; il sudore e la fame; la carne di pecora macellata all’aperto; la mancanza di acqua corrente e di elettricità.

Aggiungiamo un parco con le panchine e le altalene; il cielo nascosto da una coltre di smog; le strade asfaltate e trafficate; lo stress cagionato da ritmi frenetici; un piatto pronto da scaldare al microonde; le bollette da pagare.

Cosa resta?

Una donna, votata al sacrificio in nome del proprio amore, sulla quale grava l’intera responsabilità della famiglia, da gestire in concomitanza con il lavoro, e la mancanza di dialogo e comunicazione con un uomo che si dimostra spesso infantile, egoista e malato di una gelosia ossessiva ed irrazionale.

Certo, l’amputazione del clitoride non è una differenza trascurabile, tuttavia “La masai bianca” è un romanzo che permette anche di riflettere su alcune caratteristiche che si riscontrano nelle dinamiche psicologiche che talvolta si innescano in seno ad una relazione.

Titolo:“La masai bianca” 
Autore: Corinne Hofmann
Edizione: Rizzoli 1999 
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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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