“Scrittrici in giardino” di Adele Cavalli

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“Scrittrici in giardino” di Adele Cavalli

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Nei miei ricordi di bambina c’è l’immagine di mia nonna che nelle lunghe sere estive curava il proprio giardino, chiuso tra le mura di altre case, in un paese di campagna.
Le sue mani nodose toglievano fiori appassiti, strappavano erbacce dalla terra, seminavano e zappettavano.
Mi piaceva stare a guardarla fino a che le ombre della sera portavano la quiete tra i fiori e gli arbusti. Quei gesti semplici sono rimasti nella mia memoria insieme alla serenità che mi sembrava dessero a mia nonna, ripetuti ogni sera, dopo una giornata pesante dedicata alla famiglia.
Quello era uno spazio suo e solo suo in cui rilassarsi.

Nel corso degli anni non ho mai avuto una casa con giardino fino al momento in cui ho deciso di trasferirmi dalla città alla campagna.
Qui ho trovato la casa gialla con le imposte verdi che avevo visto tante volte nei miei sogni ad occhi chiusi, quelli a cui negli ultimi anni ho sempre prestato molte attenzioni, una casa circondata da un piccolo giardino dove, per la prima volta nella mia vita ho scoperto, giorno dopo giorno, l’amore per il giardinaggio che, nel tempo si è trasformato in una vera passione.
Le parole scritte da Clarissa Pinkola Estes nel suo libro “Donne che corrono coi lupi”, libro che mi ha seguito negli anni, in un capitolo dedicato proprio al giardinaggio, finalmente trovavano un senso compiuto, un significato preciso che ad una prima lettura non avevo potuto cogliere.
Così scrive:

“…Si potrebbe dire addirittura che esiste una religione del giardino, poiché insegna profonde lezioni psicologiche e spirituali. Tutto ciò che può accadere ad un giardino può accadere all’anima e alla psiche: troppa acqua, troppo poca, caldo, tempesta, morte, rinascita, guarigione.
Nel giardino ci esercitiamo a lasciar vivere e morire pensieri, idee, preferenze, desideri, e persino amori. Piantiamo, strappiamo, seppelliamo, dissecchiamo semi, li seminiamo, li sosteniamo.
Il giardino e’ un ‘ esercizio di meditazione. Per capire quando è tempo per alcunchè di morire. In giardino si vede arrivare il tempo del godimento e quello della morte.

Ora, nelle mie azioni giornaliere a contatto con gli arbusti, i fiori, la terra, il senso di queste parole scritte lo sento dentro di me.

Mi piace curare il mio piccolo giardino e mi piace leggere di giardini realizzati e amati da altre persone e così mi sono trovata a leggere un articolo che parlava della scrittrice Vita Sackville-West e del suo amore per i giardini di Sissinghurst, da lei stessa progettati e realizzati. Ho scoperto una Vita ‘giardiniera’ come amava lei stessa definirsi.
La conoscevo solo come scrittrice e amica di Virginia Woolf che a lei si era ispirata per il suo Orlando.
Da lì, la voglia di approfondire e conoscere meglio questa donna e da lì l’idea di vedere se altre scrittrici avessero, come lei, lo stesso amore per la natura e per il proprio giardino.

E’ iniziato, per me, un piccolo viaggio alla ricerca, non sempre facile, del giardino di alcune scrittrici.
Ho scoperto così che:

Colette usciva dal giardino con i capelli in disordine, picchettati di ramoscelli “…era del tutto simile ad una baccante dopo le libagioni”.
Emily Dickinson, naturalista e botanica, fin da ragazzina amava raccogliere fiori e foglie per il suo erbario.
Vita Sackville-West nel giardino di Sissinghurst “ubriaca di rose si guarda intorno e non sa quali raccomandare”.
Elizabeth von Arnim (Mary Annette Beauchamp), nel suo giardino selvaggio e pieno di rami intricati, ritrovava la felicità di quando bambina correva nei prati cosparsi di tarassaco e margherite con una fetta di pane spalmata di burro e zucchero.
Marguerite Yourcenar viveva tra i giacinti che in primavera coloravano di azzurro il prato della sua casa bianca davanti al mare e circondavano il suo giardino selvaggio.
Edith Wharton trovava sollievo e gioia facendo passeggiate tra i sentieri disegnati da lei stessa nel suo grande giardino.
George Sand amava la natura e i fiori sempre presenti nelle sue opere, li coltivava, li dipingeva e li raccoglieva per il suo erbario che sfogliava nelle giornate malinconiche per ritrovare momenti di pace e quiete.
Karen Blixen amava il suo giardino danese, dopo il ritorno dalla sua Africa, e curava i cespugli di peonie e gli altri fiori che le servivano per le sue stravaganti e colorate composizioni.
Eudora Welty accovacciata sul prato puliva le aiuole e preparava il terreno per le sue rose e le sue camelie annusando l’odore della terra e facendola scivolare tra le dita.
Jane Austenalla natura e alle sue bellezze si avvicinava in modo tutto suo”, rimanendone incantata e rapita.

E’ stato davvero molto piacevole e particolare questo viaggio che mi ha permesso di scoprire aspetti nuovi e diversi di scrittrici che avevo conosciuto solo attraverso la lettura delle loro opere più famose.
E’ stato come spiarle nei loro momenti più privati, ai più sconosciuti, e questo mi ha regalato il piacere di sentirle più vicine.
Sono entrata nei loro giardini ed ho respirato i profumi che anche loro sentivano, catturata dalle forme e dai colori che loro avevano scelto con amore.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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