Arancia: tra tradizione, mito e spiritualità.

Arancia: tra tradizione, mito e spiritualità

di Lisa Molaro

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Il termine Arancia deriva dall’arabo-persiano: Narandj.

Portata dagli arabi in Spagna, la parola giunse così nelle altre lingue romanze sfumandosi e modificandosi a secondo dei porti di sbarco. Da friulana mi nasce spontaneo un sorriso, visto che nel nostro idioma la parola Arancia si traduce in “Narant”. Ciò è ovviamente facilmente riconducibile al fatto che il Friuli assunse, fin dall’antichità, una naturale posizione di transito e quindi anche di confluenza linguistica.

Arancia, dunque, con tutto il suo bel carico di simboli, credenze, tradizioni e leggende, tipico dei frutti della Terra.

Arancia: tra mitologia e arte:

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La mitologia greca narra che Giunone, sposa di Giove, portò in dote alcuni alberelli dai frutti d’oro (chiamate melarance, ai tempi) simbolo di fecondità e amore. Giove custodì gli alberelli all’interno di un bellissimo giardino e temendo che i ladri potessero derubarlo da questo dono prezioso, incaricò le ninfe Esperidi, fanciulle dal canto dolcissimo, di stare attente e di far da guardia al bene prezioso.

Eracle, il più grande eroe di tutti i tempi, nacque dalla passione adulterina che Zeus provò per Alcmena.

Quando Giunone scoprì il tradimento la sua ira si riversò tutta sull’infante senza colpa, portandolo, pian piano, ad arrivare a essere un adulto smarrito, che aveva perso la via della perdizione.

Eracle commetterà, sotto l’influsso malefico di Giunone, degli atti tremendi, arrivando persino a uccidere la propria moglie e i suoi tre figli.

Finalmente, dopo un infernale periodo di autocommiserazione, decise di consultare un oracolo che ovviamente gli prescrisse come cura, l’espiazione dei peccati commessi.

Così, giunse da suo cugino Euristeo, il Re al quale era stato furbamente sottomesso grazie alla stratega Era.

Euristeo commissionò, a questo punto, dodici missioni difficilissime a Eracle con il celato intento di farlo fallire nella sua impresa di purificazione personale (le dodici famose fatiche) che lui però riuscì a portare a termine sempre con esito positivo.

L’undicesima di queste fatiche riguardava appunto i famosi frutti d’oro: Eracle avrebbe dovuto sottrarli dal giardino delle Esperidi.

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Eracle nel giardino delle Esperidi; rappresentato in un mosaico romano del III secolo d.c.  – fonte Wikipedia

Non è un caso infatti che il bellissimo quadro di Botticelli: La primavera, sia ambientato proprio nel boschetto delle Esperidi.

Il quadro era stato inizialmente commissionato da Giuliano dè Medici in occasione della nascita del figlio (futuro Papa) ma dopo la morte di quest’ultimo, il cugino se lo fece “recapitare” in vista delle proprie nozze con Semiramida Appiani.

I fiori d’arancio rappresenterebbero la felicità coniugale e la fecondità (rappresentata dai semi del frutto).

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L’arancia, tra tradizione e spiritualità:

L’arancia, proprio per il concetto sopra esposto, con il suo succo e i suoi semi richiama alla mente il concetto di feconda prosperità, ed è proprio questo il motivo per cui si è soliti regalarle a Natale: perché portino salute e amore a chi le riceve.

Attraverso la mescolanza del rosso (fuoco fisico) e del giallo (fuoco spirituale) il colore arancio rappresenta l’unione psicosomatica, l’armonia tra la terra e lo spirito, tra l’alto e il basso e dunque simboleggia la totalità degli elementi.

Rappresenta il sole che sorge e che tramonta, il nascere, il compiersi e l’evolversi della totalità cosmica. Proprio per questo motivo, le vesti dei monaci buddisti sono di questo colore.

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In cromoterapia, il colore arancio ha effetti energetici equilibrati visto che è privo dell’eccentricità forte del rosso e dell’irrequietezza del giallo, è consigliato infatti  dipingere le pareti della cucina con questo colore visto che stimolerebbe l’attività di digestione.sunrise-on-the-sea-275274_960_720

Come colore caldo, l’arancio favorisce la circolazione sanguigna, sciogliendo le tensioni in modo particolare quelle che si formano lungo la schiena.

Chi si veste di arancio solitamente è un tipo espansivo, estroverso, costruttivo, energico, eccitabile, socievole,  allegro, positivo e sicuro di sé.

Nella tradizione Yoga è il colore del secondo chakra, detto chakra sacrale, legato al piacere fisico e mentale, al cibo e all’intimità, alla creatività e alla voglia di vivere.

Riempiamoci di arancio, quindi.

Riempiamoci di energia positiva!

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Un commento:

  1. Un’articolo veramente esaustivo!

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