MASCHERE di Marilena Viola

MASCHERE
14/6/1998
Nate cosi’,per gioco,per mostrare,
gia’ negli antichi scritti degli autori,
volti sempre diversi e universali.
Si coprivano il volto i saltimbanchi
nelle antiche corti dei signori,
anche perche’ quel che c’era da dire
poteva forse suscitare ire.
Con la maschera tutto si puo’ dire!
Non sei tu che parli,parla lei,
lei è vera piu’ di te che tieni il filo;
con lei ogni momento puoi esternare
ciò che senti davvero e non puoi dire,
oppure celare,come dietro a un velo,
ciò che senti davvero e non vuoi dire.
Oggi le indossano i bambini,
ricordando quell’antico gioco,
le colorate allegre mascherine;
l’adulto invece le ha abolite,
esprimendo già bene i sentimenti
con le maschere avute dalla vita,
che plasmano i suoi occhi ,la sua bocca,
sì che è un triste Pierrot o un Pulcinella.
Ogni mattina noi grandi le indossiamo,
ad ogni circostanza le adattiamo;
siamo i registi scaltri di noi stessi
e recitiamo bene,come attori incalliti.
I conti li facciamo dopo,nel privato,
a contatto solo con noi stessi,
soli di fronte al nostro “IO” e al nostro Dio!
Le maschere quotidiane hanno le rughe,
sono nate con noi ed invecchiate;
le odiamo tutti un po’ eppur le amiamo,
perchè sappiamo che così è la vita,
è il nostro palcoscenico infinito.

MARILENA VIOLA

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