ANCHE NEL DOLORE C’E’ LA BELLEZZA di Rita Fabiani

-Anche nel dolore c’è la bellezza.
Mia sorella parla con voce pacata e nello stesso tempo determinata,con la stessa passione che mette in ogni azione,in ogni parola,dimostrando che sono frutto di un ripiegamento su se stessa,di una ricerca che ha generato una consapevolezza sicura.
-Che bellezza ci può essere nel dolore di una malattia che piaga il corpo,lo amputa,lo umilia e squassa l’anima?-ribatto,anche se non mi meravigliano le sue parole,sono avvezza alla sua profondità ,ma voglio ascoltare e capire.
-La malattia e il dolore che ne deriva,il terremoto che scuote la tua vita,che le toglie ogni abitudine,che ne altera l’equilibrio,il ritmo consueto,la sicurezza della quotidianità,ti costringono ad andare a fondo nella tua umanità; dopo lo smarrimento iniziale devi prendere in mano la tua anima,il tuo cuore e,mantenendo lucida la mente,devi decidere come percorrere quella strada che non hai scelto,devi decidere se la vuoi percorrere rimanendo ritta…e inizi a lottare…e scopri che hai più forza di quanto ti aspettassi e, mentre lotti,cresce la fede nella vita,senti più intensamente che è degna di essere vissuta,capisci più chiaramente che la lotta è amore, è preghiera,è la vita che lotta per la vita. E nella lotta vedi di non essere sola,vicino a te,gli amici,i tuoi cari o,semplicemente,persone che hai conosciuto nei luoghi del dolore e questo te li ha resi subito fratelli (non è bellezza questo?). Sono tutti soldati armati delle stesse armi,la speranza,la fede,la comprensione,la compassione nel significato più vero e autentico,ne senti il profumo,il suono,il calore. Hai la certezza della solidarietà attiva,quella in cui hai sempre creduto,che hai donato e che continui a donare e così puoi anche dimenticarti per un po’ del tuo dolore. Quella solidarietà di cui fai esperienza viva è la bellezza,è questa la bellezza. E ti accorgi che,pur chiusa in un ospedale,fra tanto dolore,sorridi,abbracci,vai in aiuto con quello che hai, ti vengono in aiuto con quello che hanno. E senti che pian piano vengono fuori le tue fragilità,le tue paure,le tue ansie,i tormenti ma nello stesso tempo avverti la determinazione,la speranza,perfino la gioia perché fuori il sole sorge e magari oggi la sua malattia gli dà un po’ di tregua,gli permette di assaporare un cibo,di scherzare con l’infermiere che è giovane ma mette tutto se stesso per essere di conforto. Non è forse questa la bellezza che si manifesta,che consola,che riempie il vuoto? La bellezza è nei medici che si rallegrano per un suo miglioramento,che non sono solo freddi e preparati professionisti ma uomini che faticano la loro missione,che lottano con il paziente,che sorridono per una vittoria sul male,che soffrono per le sconfitte,sapendo che la medicina non è una scienza esatta e a volte avvertono tutta la frustrazione della sua inutilità,della loro impotenza. La bellezza è negli occhi di una madre che è vicino al figlio malato di tumore,sono larghi come laghi,profondi come oceani e smarriti, ma le labbra sono aperte sempre al sorriso perché non può far vedere la sua angoscia,non può vacillare,deve essere forte,deve sostenere suo figlio,deve proteggerlo,aiutarlo non solo per il male del corpo,ma soprattutto per quello dell’anima ,perché non vuole che disperi, che abbia paura,che si senta solo e debole. La bellezza,sorella,è in quegli occhi,in quel sorriso,non è retorica,è realtà, io l’ho vista. L’ho vista nelle mani di chi prepara il presepe e addobba l’albero per il Natale,perché anche i corridoi freddi di un ospedale possono essere colorati e illuminati per una festa che riacquista qui tutto il valore e il senso che la società dei consumi le ha tolto. Io l’ho compreso questo senso e mi ha dato tanta pace,la pace di chi avverte il vero e l’essenziale del vivere. E scopri che l’amore che ti aveva fatto scegliere quell’uomo,che ti aveva fatto giurare davanti all’altare con parole che forse non avevi capito appieno”…nella buona e nella cattiva sorte,in ricchezza e in povertà,in salute e in malattia,nella gioia e nel dolore…” quell’amore,dico non si è assopito,è vivo,è vero,ribadisce la sua forza,sottolinea la sua maturità ,ha nuovi e più profondi slanci di comprensione,di solidarietà ,di tenerezza e attenzione premurosa a difesa della dignità dell’essere, che,l’abbiamo subito capito,non vogliamo perdere. E riconosciamo che questo amore l’abbiamo costruito giorno per giorno perché potessimo percorrere anche questa strada così irta,così difficile,così insidiosa ancora una volta mano nella mano in uno scambio reciproco tra anime che non hanno più bisogno di parole. E’la bellezza,sorella,la bellezza della vita che puoi cogliere perché i tuoi occhi guardano da un’altra prospettiva, da quella che ti permette di vedere in profondità,oltre l’agire,oltre il rumore e il silenzio,oltre la forma e il vuoto,oltre la luce e il buio oltre il riso e il pianto,quando cerchi di rispondere alle domande perché il dolore,la sofferenza,perché a me e ti rispondi che è vita,sempre e comunque,che sei vivo sempre e comunque con la tua umanità così complessa,così incoerente,così imperfetta,ma anche così forte,grande,vera,così dolorosamente e gioiosamente vera e grande,quella umanità dove senti che si incontrano in un impulso stupefacente caos e armonia,ordine e disordine. E ti porgi allora un’altra domanda”Dov’è Dio?” e sai già la risposta perché ,dopo che ti sei chinato su questa umanità,che l’hai scandagliata,conosciuta,riconosciuta,accettata,onorata,non puoi che volgere lo sguardo al cielo per cercare la sua provenienza che non può che essere sacra. È la bellezza,sorella,credimi.

RITA FABIANI

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