“Devi stare lontano da me” di Katia Anelli. Recensione di Tiziana Meraglia

Recensione di Tiziana Meraglia

Katia Anelli, “Devi stare lontano da me”, Self Publishing, 2016

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Uno stile volutamente semplice, in cui impazzano i discorsi diretti e le forme colloquiali, e un ritmo narrativo serrato: sono queste le caratteristiche che rendono accattivante il romanzo di Katia Anelli.

A suggellare il tutto un perfetto mix di eros, di sentimenti e di sana ironia.

Pur prestandosi ad una lettura leggera e disimpegnata, ad un occhio clinico non può sfuggire che “Devi stare lontano di me” si sofferma anche su argomenti seri e oggi più che mai attuali, quali la superficialità di una società basata sull’apparenza e sull’esteriorità, il bullismo nella scuola e il bisogno innato di trovare nella famiglia il sostegno per le proprie scelte ed il punto di riferimento nei momenti di difficoltà.

La vicenda si snoda attraverso la voce dei due protagonisti che si rivolgono, a capitoli alternati, direttamente al lettore, rendendolo partecipe dei loro pensieri più profondi.

Stefano è un uomo bello, importante e con tutte le carte in regola per avere dalla vita tutto ciò che desidera.

Monica è una donna sola, fragile e sfuggente, ma che nasconde dentro la forza di un uragano, pronta a tutto pur di difendere suo figlio da una vita che l’ha delusa.

Due personaggi che provengono da realtà e da vissuti diversi, ma simili, perché accomunati dal desiderio di un’esistenza tranquilla, fatta di piccole cose.

Un incontro fortuito, una serie di circostanze bizzarre e lo zampino dell’adorabile ma pestifero Nicola, figlio di Monica, li faranno avvicinare sempre più, in un climax di dolcezza e passione, fino ad innamorarsi.

Ma sarà così semplice per loro vivere questa storia d’amore?

John Lennon avrebbe le idee chiare: “La vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti”.

 

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