L’universo di Margherita, di Margherita Hack e Simona Cerrato

L’universo di Margherita di M. Hack e S. Cerrato

Recensione di Elisabetta Corti

universo di Margherita
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Se il nostro destino è scritto nelle stelle, le stelle devono avere una particolare predilezione per Margherita, e si devono essere dispiaciute di non averla avuta tra loro per un po’.

L’hanno inviata a Firenze a pochi giorni dall’estate 1922, in una famiglia che praticava la teosofia ed non mangiava carne animale.

In un periodo storico poco facile, con il fascismo che avanza ferocemente, Margherita vede il padre perdere il lavoro per motivi futili (ma realmente per non essere iscritto al partito fascista) e la madre prendere in mano le redini della famiglia, senza recriminazioni o fratture nell’armonia.

Prima di leggere la sua biografia, ero convinta che Margherita fosse stata una bambina prodigio, con inclinazioni precoci per la matematica. E’ stato divertente e sicuramente curioso scoprire che realmente, alla fine del liceo, si iscrisse inizialmente alla facoltà di Lettere. Decisione che rivide pochi mesi dopo, iscrivendosi alla facoltà di Fisica (ma solo perché una compagna di scuola lo fece prima di lei).

Di certo non furono anni facili: le elementari quasi tutte superate privatamente per motivi di salute, il liceo terminato senza esami per l’inizio della guerra, l’Università chiusa per qualche mese nel periodo della sua tesi (sempre per il conflitto bellico, che stavolta stava però per terminare).

Anche la tesi in astrofisica fu un caso, ma un caso talmente appassionante che Margherita, dopo la laurea, dichiarò di voler dirigere un osservatorio astronomico. Di rimando ricevette una risata: “Chi, tu? Una donna?”

Essere donna non è mai stato facile, ma non c’è nulla che può sconfiggere la determinazione di poter ottenere qualcosa contando sulle proprie capacità.

Di certo non si può dire che Margherita non fosse una donna determinata: nel 1964 diventa la prima donna a dirigere l’osservatorio astronomico di Trieste, portandone la ricerca ad altissimi livelli.

Eppure, nella sua determinazione, Margherita non è mai stata una donna dura.

È tenerezza infinita quella con cui racconta il suo amore per gli animali. Ereditato dai genitori e coltivato soprattutto dal padre, con cui Margherita passava molto tempo da bambina. Un amore così grande da scriverci un libro (“Il mio zoo sotto le stelle”), in cui vengono raccontate le storie di tutti i compagni a quattro zampe vissuti con lei nella famiglia di origine e in quella poi da lei formata con Aldo.

E Aldo, appunto. La invitò a giocare a palla al Bobolino, un pomeriggio d’estate.

Giocarono per tutta la durata della stagione, ma poi lui andò a vivere in un’altra regione, senza nemmeno poterlo dire a Margherita direttamente.

Si rincontrarono anni dopo, di nuovo a Firenze. Margherita, inizialmente poco attratta dal vecchio compagno di giochi, racconta il suo innamoramento con una frase per me dolcissima: “Un giorno, mentre mi aspettava su una panchina in piazza, rividi in lui il bambino di 10 anni prima”.

Da allora rimasero sempre insieme Margherita ed Aldo. Un amore fatto di supporto, rispetto, viaggi e- inaspettatamente – grandi litigate.

Le quali però duravano però solo pochi istanti e non hanno mai portato scie di rancore.

Margherita non si fermò comunque al  raggiungimento del suo sogno: prima e dopo lavorò con serietà e senza fare mai mancare la passione, dedicando la sua vita alle stelle, all’universo e all’infinito che ci circonda.

Il 29 giugno 2013 è tornata alle sue stelle, che l’aspettavano impazienti. A noi rimane la sua storia, un esempio di come una passione possa guidare il corso di tutta una vita. Alle stelle dobbiamo di averci prestato per qualche tempo un personaggio che ha osato sempre con l’intelletto e mai con la forza.

 

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Titolo: L’universo di Margherita
Autore: Margherita Hack, Simona Cerrato
Editore: Editoriale Scienza
Anno: 2015

Un commento:

  1. Una grande donna che con le sue teorie e le sue scoperte ha saputo dare molto a tutti noi!

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