“La frusta e l’onda” di Irene Reffo

“La frusta e l’onda” di Irene Reffo

Recensione di Anna D’Auria

 

La frusta e l'onda

 

“Uno, due, tre.
Quattro, cinque, sei.
Sette, otto, nove.
Dieci.”

È possibile amare attraverso l’umiliazione, attraverso il dolore fisico? È ancora amore, questo? Dolore e piacere, provocazione e punizione. Opposti che si compensano e si attraggono, necessariamente condivisi tra chi subisce e chi infligge punizioni. Un processo di guarigione che passa attraverso la sofferenza fisica, la rielaborazione dell’abbandono e la rinascita.

La frusta e l’onda, breve racconto erotico di Irene Reffo,

scritto in forma di diario del quale leggiamo prima le pagine più recenti per scorrere via via verso quelle iniziali; e così ripercorriamo a ritroso la trasformazione della protagonista, che non ha nemmeno un nome ma parla in prima persona. Seguiamo il filo dei suoi pensieri, vediamo la sua metamorfosi, l’amore che non passa e il bisogno di vivere, nonostante il dolore.

«Mi piace il dolore fisico, o forse ne ho solo bisogno. Ma non riesco a tollerare il dolore mentale ed emotivo: qualsiasi cosa pur di non sentire il profondo vuoto che ho dentro.»

Un tentativo di rinascita quindi, e non un semplice utilizzo di pratiche sessuali stordenti per non pensare: spegnere momentaneamente il cervello per poter ricominciare.
Consigliato per un pubblico adulto.

SINOSSI

Breve racconto erotico in cui il BDSM incontra l’amore, legati entrambi dal fil rouge del dolore, emotivo e fisico. Un dolore, però, che non è mai odio, semmai un amore così forte e profondo da scendere negli Inferi per cercare di sopravvivere. Le pratiche BDSM non sono intese come mero piacere, ma come risorsa ultima per compensare ad un amore che non ha abbastanza forza per esistere. Una storia che non vuole fermarsi al puro e semplice erotismo, ma vuole scendere fin dentro all’anima, pescando a piene mani dall’immenso mare dei sentimenti. Erik e Christian: apparentemente due personaggi completamente opposti, in realtà due facce della stessa medaglia, due sfumature dell’amore e, nello stesso tempo, del dolore. Lacrime e sangue, polvere e ferro. E un amore che non è mai venuto meno.

Scheda libro:
Autore: Irene Reffo
Edizione: Butterfly Edizioni
Anno di pubblicazione: 2016

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5 commenti:

  1. non sono mai riuscita a concepire questo tipo di amore, sempre che di amore si tratti….

    • è amore nella misura in cui è condiviso

    • Chi lo sa, infatti, se è amore…forse sì, per alcuni no. Ho scritto il racconto, ma non posso darti una risposta certa. Penso dipenda da persona a persona, da situazione a situazione. Nel momento in cui una persona si prende cura di te, io credo ci sia dell’amore. L’autodistruzione e la negazione di se stessi non sono risposte corrette alla mancanza d’amore, ma sono dinamiche che esistono. Forse non c’è amore in chi promette mari e monti e poi agisce al contrario. Forse c’è amore in un “dominatore” che ti porta fuori a cena, si interessa di quello che fai, ti sprona a migliorare…al di là di pratiche sessuali o meno. Quelle sono solo un contorno. Detto questo, la domanda rimane aperta anche per me 😉

  2. Forse, a volte, c’è più amore in un “dominatore” che si prende cura di te, che ti sprona a migliorare ecc (le varie pratiche non sono il centro della questione, ma appunto quanto il rapporto possa portare qualcosa di buono), che in una persona “normale” che promette mari e monti e poi fa il contrario…dipende da persona a persona, da situazione a situazione. Non ho risposte. Solo una storia. Che può essere condivisibile o meno 😉

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