“Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità” di Emma Fenu

“Vite di Madri.

Storie di ordinaria anormalità”

di Emma Fenu

Recensione di Armando Vertorano

Vite di Madri

Ho letto già da qualche tempo “Vite di madri” di Emma Fenu, ma non sono mai riuscito a recensirlo.

Un po’ perché ne ho lette tante di recensioni che hanno saputo coglierne la bellezza, i dettagli, i moti interiori di chi l’ha scritto e di chi lo legge.

Un po’ perché in quanto uomo mi sento un po’ “incapace”, bloccato, insicuro nell’esprimere un’opinione.

Dunque mi limiterò a condividere con voi una riflessione molto personale, una riflessione da uomo su un libro fatto di donne, e per di più donne a cui è stato tolto qualcosa, tolto e in alcuni casi ridato, ma tutte con cicatrici ben visibili.

Nel leggere il libro di Emma, nello scorrerne le storie, mi sono chiesto più volte dove fossero gli uomini.

Il più delle volte assenti, altre volte incapaci di ascolto, altre ancora dei carnefici.


In quanto uomo sono dunque stato spronato a chiedermi quali potessero essere i miei eventuali errori, quale la mia responsabilità all’interno di un’eventuale sofferenza taciuta.

Possibile che una donna possa sentirsi in una gabbia accanto all’uomo che ha scelto?

Possibile che l’uomo causi delle sofferenze non volendo?

E soprattutto può permettersi il lusso di non accorgersene?


Ho provato a immedesimarmi negli uomini di ognuna di quelle donne, e mi sono risposto che no, non credo sia possibile.

E non perché io sia un uomo, un figlio, un compagno perfetto, ma perché rimango convinto – ed Emma me ne ha dato una prova ulteriore – che i drammi invisibili esistono solo per chi si copre volutamente gli occhi.

Sinossi

“Vite di Madri” è un romanzo che si snoda attraverso storie di donne legate fra loro, apparentemente, solo da un percorso di infertilità.

L’incipit e la conclusione, entrambe affidate a un io narrante che si rivolge direttamente al lettore, illustrano il progetto che l’autrice, anch’essa infertile, ha deciso di condividere creando una raccolta di centocinquanta testimonianze vere, rielaborate, che gettano luce sul lato oscuro della maternità negata o infertile nell’utero e nel cuore.

Sono tredici storie.

Storie di donne mortificate nella femminilità, da abusi o da malattie o da eventi imponderabili.

Storie di nonne e madri, che hanno generato creature infertili nell’utero e nel cuore.

Storie di bambine, ora cresciute, ma ancora bramose di una carezza.Storie di figlie desiderate, con amore indomito.

Storie di guerriere vittoriose, non di vittime, che hanno saputo rialzarsi e sorridere alla vita.

In verità, sono tutte storie di Madri.

Madri di idee, di progetti, di sogni.Seni turgidi di Dee che accolgono amiche, sorelle, mariti, amanti.

Madri delle proprie madri e perfino di se stesse, capaci di far germogliare speranza e abortire fantasie, di creare dal nulla e di nutrire di sé: totalmente imperfette e, per questo, così seducenti e difficili da decifrare.

Titolo: “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”
Autore: Emma Fenu
Edizione: Milena, 2017
Link d’acquisto:

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

3 commenti:

  1. professionemamma

    Una bella riflessione che fa riflettere…
    Sono purtroppo molti coloro che scelgono di coprirsi gli occhi… eh sì, noi li scegliamo e poi ci convinciamo di non meritare più di ciò che già abbiamo scelto.
    Non posso fare a meno di pensare che, come madre, anche io ho una parte in tutto questo… più spesso le madri crescono quei figli: coloro che scelgono di non vedere e coloro che non riescono a far altro che restare.

  2. Hai perfettamente ragione! e mi piace pensare che ci siano uomini che, come te, hanno consapevolezza. Non cerchiamo la perfezione, ma la condivisione e la comprensione

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