Noi del Pianeta1p36

 

stanza4

Alieni bambini

Robiz

Volevo scrivere di Pennac, della reverenza che ho sempre avuto nei suoi confronti, perché era uno degli autori preferiti di mio fratello, di come l’ho conosciuto, nonostante tutto, da adulta e partendo dalla fine: Storia di un corpo.

Volevo scrivere di chi mi ha incantata e legata alla famiglia Malaussène, ma, non credo di esserne capace. Eppure ero una libraia.

Non ricordo mai bene le storie, se non le emozioni, le sensazioni, che però difficilmente riesco a esprimere. Nella vita mi sono sentita spesso Malaussène, leggere storia di un corpo con la febbre 40, la polmonite e i brividi, mi ha fatto sentire il mio corpo.

Credo però di riuscire a scrivere solo di ciò che vivo, per questo, alla fine, ho deciso di presentarmi con il mio pianeta, uno dei tanti, fatto di lavoro, bambini terrestri e alieni.

Il Pianeta 1p36 è un piccolo pianeta lontano, ma tanti suoi abitanti sono fuggiti e sono tra noi: una di loro è mia figlia Francesca (e con lei un bambino ogni 15.000 circa).

Diciannove mesi fa, guardavo attraverso il vetro di una culla termica i piedini della mia bambina tanto attesa e desiderata. La lucina rossa del saturimetro nel pollicione, un corpicino esile, minuto, delicato e debole. Un cuore forellato, uno strano taglio degli occhi, e poi l’epilessia (per noi Mister E) al compimento del primo mese di vita.

Era evidente che non avevo una figlia terrestre, o almeno lo era per tutti gli altri, per me ci è voluto più tempo. Ho continuato a pensare che da grande, suo padre l’avrebbe aspettata fuori dalla discoteca perché non rischiasse di tornare con chissà chi. Ho continuato a pensare che, magari, le sarebbe piaciuto imparare a suonare il pianoforte che i nonni ancora custodivano gelosamente; ho continuato a pensare che le avrei raccontato di quei suoi primi 15 giorni in terapia intensiva neonatale e di quanta forza aveva avuto. Ho continuato a pensare, finché circa un anno fa, è arrivato l’esito degli esami genetici: Sindrome da delezione 1p36.

Ci hanno spiegato che nel braccio corto del cromosoma 1 manca un pezzo, ci hanno spiegato che l’epilessia è molto frequente, come anche i problemi cardiaci, l’ipoacusia, l’ipotonia, i problemi alla vista, alla tiroide, ai reni. Ci hanno spiegato che sono bambini con gravi ritardi psico-motori, che crescendo tendono ad avere problemi comportamentali. Poi ci hanno detto che però Francesca è Francesca, e non la sua sindrome 1p36.

E’ vero, Francesca è Francesca: una bambina affetta da sindrome 1p36. Nessuno può togliere questa precisazione, perché altrimenti Francesca sarebbe una bambina normale, che inizia a correre, che fa ridere quando parla, che fai i capricci, che piange, che ride, che mi abbraccia.

Mentre Francesca è Francesca, una piccola aliena, con la testa imprigionata nel suo pianeta d’origine e il corpo tra le ma braccia sul pianeta terra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *