“TORNARE A CASA” di Bianca Brotto

TORNARE A CASA
È difficile tornare a casa, amore mio, e tu sei arrabbiata con la vita perché hai vissuto nove meravigliosi mesi dall’altra parte del mondo e tutto questo, adesso, è finito. Fra sette ore salirai sull’aereo che ti riporterà a casa. Piangi. Mi fai vedere il video struggente di addio che i tuoi amici hanno realizzato per te, e tu lo sai che di addio si tratta, che la porta Australia sta per chiudersi e che con lei si chiude qualcosa che non tornerà.
Sono le porte della vita, tesoro mio. Il mio amore di mamma vorrebbe caricarsi sulle spalle quel masso di dolore che ti inchioda il cuore, ma non è possibile, tesoro bello, perché quel peso che stai portando ti sta plasmando. Sei creta nelle mani della vita, gli eventi ti modellano e grazie a loro prendi forma. Funziona così. Per tutti.
Per ogni porta che si serra, un’altra si è già aperta, ma tu non la vedi, quella aperta, perché stai ancora guardando l’altra che si sta chiudendo.
Meno sette ore e poi meno sei e in un attimo meno un minuto e salirai le scalette dell’aereo e sarà pomeriggio e qui mattina, e poi sarà mattina qui e tu scenderai da un’altra scaletta, stravolta nel corpo e nel cuore. E noi saremo lì, ad avvolgerti d’amore.
Lo so che le mie parole non possono alleviare il tuo dolore, che stai male perché sei stata profondamente bene. Dovresti essere felice per il sogno vissuto e so che lo sei, ma hai diciassette anni ed è maledettamente duro realizzare che è ora di entrare in un’altra realtà.
È uno strappo forte, questo, ti alzavi alle quattro per andare a vedere l’alba sull’oceano e adesso questa natura l’hai dentro, come hai dentro il morso della tarantola di quella mattina… perché la vita è fatta così: a volte un morso, a volte il sole. Ma ascolta: tu ringrazia sempre e comunque.
Ringrazia il ragno che ti ha terrorizzata e il vento che ti ha fatta correre sulla spiaggia, perché solo in questo modo ogni esperienza lascerà in te il frutto che tu potrai cogliere, mangiare e assorbire come nutrimento. Accetta ogni porta che si chiude, guardala bene e siile grata perché non c’è crescita senza trasformazione.
Oggi è Pasqua e Pasqua significa passaggio… Non temere i cambiamenti, amore, sono un’incognita, ma sono il prezioso destabilizzante strumento che la vita utilizza per smuoverci dalla poltrona e spronarci a camminare. Ed è solo girovagando che possiamo esplorare il mondo, sederci sull’erba e mordere una fragola.

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