“Autoritratto (Poesie 1990-2012)” di Giancarlo Sissa. Recensione di Mirella Morelli

Recensione di Mirella Morelli

Giancarlo Sissa, “Autoritratto (Poesie 1990-2012)”, Italic PeQuod

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Amo molto la poesia.
Ma non sono un critico di professione, né un recensore; sono una lettrice e come tale comunico personali sensazioni, impressioni, negazioni o sottomissioni.
Posso parlare della poesia come la si sente leggendola, di primo acchitto, e poi meditandola.
Perchè la sola cosa che so per certo è che la poesia non basta leggerla, come avviene per un romanzo.
Al contrario va trattata come una bottiglia di vino: si decanta, se ne versa un calice e ci si ferma ad annusarlo, riannodando i sentori del passato, inseguendo scie odorose di momenti futuri. Mai, mai trattarla come una lattina di Coca Cola.
A tutte coloro che al suo cospetto provano timore dico che ha solo questo di differente dalla prosa: non vuole la fretta. Non vuole sguardi superficiali. E non vuole l’ansia.
Pertanto, se si è in preda anche ad uno soltanto di siffatti sentimenti, meglio metter via il libro e fare una passeggiata: conforterà di più.
Ma se si ha voglia di socchiudere occhi ed anima e ancor più il cuore, non ci si deve lasciar spaventare dall’affrontarla e procedere convinti che la poesia fa per noi.
Quella di Giancarlo Sissa in modo particolare.

Ve la presento subito con Pont Neuf, la poesia riportata sulla seconda di copertina de “Autoritratto (Poesie 1990-2012)”, edito da Italic PeQuod.

E cosa importa si porti vino
a un tavolo dove non se ne beve
solo lettere scriviamo e malaccorte
ma vere come il bere del mattino
o nebbia la nebbia che si porta
altrove le parole – ma lo fa piano –
come a notte la tua mano cioè
quel posto dove riposo e amo

e solo lettere scriviamo e malaccorte
– o notte – ma le scriviamo forte
così a lungo io t’ho aspettata
fino al che saremo un’altra cosa
o quella semplice che non sappiamo
– carezza senza morte – sul Pont Neuf
la luce nella neve era rosa.

Pont Neuf è una poesia immediata e diretta, che ci fa avviare fiduciosamente verso le altre. Ci lascia infatti subito empatizzare con il poeta allorchè si descrive maldestro (“solo lettere scriviamo e malaccorte”), e ci perdoniamo quindi a nostra volta di leggere in maniera “malaccorta”…
Proseguendo la lettura scopriamo che Giancarlo Sissa, più di qualunque altro poeta, non si legge distrattamente o distaccatamente; egli parla di bar, osterie e vino; di biciclette, bambini e personaggi strambi; di donne amate, di sentimenti, di padri e figli, e naturalmente di sé. Fa una poesia “vera” – di quella che non nasconde niente e, prendendo coscienza, porta anche noi che leggiamo a indagare dentro, fino a conoscerci.

Benché poi la pregassi la porca vita
proteggimi dalla stanchezza del crudo
fermo immagine della trascorsa freschezza
proteggimi dallo stupido dolore
che ogni volta chiamo amore e dimmi
in quale vuoto cade il tempo che accudisco
quello che ogni volta mi comincia e io
non lo capisco, o l’ingratitudine silenziosa
dell’ennesima notte smorfiosa e l’insulto
raggelante degli indecenti voltafaccia
vuote scommesse, sputi di buio
e misere promesse.

La sua è una poesia che sa essere dolce come un bambino:

Ecco il prato verde raccoglie
un primo fiocco di neve lento
e tremano gli steli d’erba
il brivido che li sveglia
a un cielo bianco senza vento?

per diventare improvvisamente cruda come un adulto:

Di me qui avvolto
in un pallore senza voce
che scrivevo di vendette
che leggevo Giovanni della Croce
la foto di Céline davanti
e la voglia di scopare
di vaffanculo tutti quanti.

Alterna malinconici ritorni al passato:

però arrossiva stringendo i guanti
dicendo – ma sì, un po’ mi fa piacere
se ti penso – ma a me sfaceva dentro
il tempo nel niente del silenzio
crudele in modo semplice la sera
a interrogarmi come tutto stride
– quando te ne vai lasciandomi
una nostalgia di te presente –
e vera.

a spietate e lucide analisi del presente:

Potrei dirvi che mi manca il bere
il sapore di certi liquori almeno
ma in realtà in realtà vi dico
quando mi sveglio è mattino
e non inferno e nella noia
mi alleno, non mi maledico,
pedalo in bicicletta, non freno
la mia voglia d’inverno, ma senza fretta
e di lavoro non voglio parlare proprio,
sono poco produttivo, bensì veglio,
copio, trascrivo l’eresia del nulla, mi provo
vivo, durante lente passeggiate stremo
nauseato il furore del passato – mi invento
una culla di foglie e poesia con la sosta
-senza comprare – in libreria…

Giancarlo Sissa è stato il vincitore del “Premio Nazionale di Narrativa e Poesia Città di Fabriano” di cui sono giurata, nel dicembre 2015. E ‘ stato solo l’inizio del mio iniziare a seguirlo.

Perché, vi dicevo, se la poesia non ha fretta, se fa compagnia ed affianca nell’esistenza, io prendo spesso in mano il suo libro… ne sorseggio i versi…ne assaporo le parole…medito sulle sue e mie emozioni.

Quando infine chiudo il libro mi chiedo: “Avrò ‘sentito’ quel che lui, il Poeta, voleva sentissi?
Non mi chiedo mai se ho capito: perché la poesia non si capisce, si sente.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Un commento:

  1. Bellissimo articolo…. Bellissime le parole sulla Poesia, le condivido in pieno! Non conosco questo autore, ma mi hai incuriosita. 🙂

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