SCORCI DI VITA COL PADRE di Tommasina Soraci

SCORCI DI VITA COL PADRE

E fu la tesi di laurea. Dopo mesi trascorsi a girovagare per le biblioteche romane, accademia belgica, accademia olandese, a bivaccare in quella di Palazzo Venezia, prendendo appunti rigorosamente a mano, arrivò il momento della stesura, di sottoporla al vaglio del relatore e del correlatore e infine della versione definitiva dattiloscritta. Mi hai aiutato, attraversando Roma in autobus per arrivare all’altro capo della città, lasciare i fascicoli al professore e tornare a riprenderli. Questo ti faceva anche piacere, ti permetteva di conoscere zone della città dovenon saresti mai capitato, dicevi.
In maggio, la decisione:”mi prendo le ferie a giugno così tu detti e io batto a macchina”, vecchia “Olivetti 88”. Sei tornato un giorno munito di tutto l’occorrenter, risme di carta, gomme, carta carbone per le varie copie.
Giugno passò così: tavolo della cucina occupato da noi in permanenza, si iniziò con le prove – la cosa più complicata era inserire le note a piè di pagina – poi iniziò un periodo “matto e disperatissimo”. ……Che stanchezza la sera! A te facevano male le spalle, io avevo la testa fusa tra citazioni in latino e in francese, ma che soddisfazione veder crescere le pile di fogli delle varie copie!
Non sarebbe costato poi molto darla a una copisteria, ma per te, nonostante la fatica,contava, come sempre nei momenti importanti della mia vita, esserci, farmi sentire la tua complicità.

TOMMASINA SORACI

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