“Colazione da Tiffany” di Truman Capote, recensione di Giulia Citron

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Recensione di Giulia Citron.

Truman Capote, “Colazione da Tiffany”, Garzanti, 1959 

 

Chiunque, guardando il film di Blake Edwards, lo abbia trovato straordinario, dovrebbe assolutamente leggere il romanzo breve dal quale è stato tratto. Romanzo breve che, tra le tante caratteristiche, ha quella di mantenere fede fino alla fine al tema della disillusione, il quale scandisce la vita di Holly Golightly.

Holly è una ragazza di diciannove anni, vive sola a New York e di professione, fallita la carriera cinematografica, ha deciso di fare la mantenuta, accumulando denaro in cambio di compagnia all’alta società. Holly è anche un’eterna bambina, all’apparenza un po’ svampita ed ingenua, ma con un passato alle spalle che la rende, soprattutto agli occhi del lettore, più complessa di quello che vuol dare a vedere.

Vive in modo precario in un piccolo appartamento colmo di scatoloni e pressoché privo di mobili, come se dovesse traslocare da un momento all’altro; questa situazione è spiegata dalla stessa Holly, quando afferma di non riuscire a trovare un posto vero e concreto nel quale abitare, un posto che la faccia sentire bene, come le succede quando è da Tiffany.

Tiffany è un’altro punto centrale del romanzo: ad Holly basta entrare nel negozio perché le passino le famose paturnie. Non ci sono parole migliori di quelle di Truman Capote per descrivere questa sensazione, molto differente dalla malinconia: “La melanconia viene perché si diventa grassi, o perché piove da molto tempo. Si è tristi, ecco tutto. Ma le paturnie sono orribili. Si ha paura, si suda maledettamente, ma non si sa di che cosa si ha paura. Si sa che sta per capitarci qualcosa di brutto, ma non si sa che cosa.

Questo sentimento di precarietà, di ansia ed insicurezza si allevia quando Holly entra da Tiffany; non tanto per la ricchezza di gioielli che non può permettersi, ma piuttosto per il silenzio, la luce riflessa nei diamanti, l’odore dell’argento, l’aria superba. Ella ha come la sensazione che lì dentro non le possa capitare niente di brutto. E quando troverà un posto che la farà sentire allo stesso modo, allora riuscirà a comprare dei mobili ed a fermare la sua continua ricerca di stabilità.

Altro personaggio fondamentale è lo scrittore che abita sopra l’appartamento di Holly, nonché narratore di tutta la storia. Egli si innamora perdutamente della ragazza, fino a farla diventare il fulcro dei suoi pensieri, la sua ossessione.

A differenza di tutti gli altri amici di Holly, lui l’ha capita alla perfezione ancora prima che lei si svelasse e gli raccontasse il suo passato, le sue paure e le sue insicurezze. Inevitabilmente ha anche capito che non avrebbe mai smesso di scappare, di cercare un nuovo posto che la facesse sentire meglio, sentire “a casa”. La definisce come una ragazza “che non sarebbe mai cambiata, perché aveva assunto il suo carattere troppo presto”.

La bellezza del romanzo sta proprio nel fatto che, a differenza del film, non trasforma la natura del personaggio di Holly, non decide di incastrarla per costruire un finale buonista e ricercato dal pubblico; Holly è una donna inimitabile, di una forza straordinaria nonostante l’apparenza, ma allo stesso tempo ha bisogno di muoversi, di trovare un porto sicuro al quale aggrapparsi per restare viva e non scivolare nella disperazione. Forse non lo troverà, forse non avrà la capacità di riconoscerlo quando lo avrà davanti o forse se ne renderà contro troppo tardi. Questo non lo sapremo mai: è il mistero della signorina Golightly… ma è giusto così, va bene, fa parte del fascino della disillusione.

Un commento:

  1. È piaciuto molto anche a me. E per la prima volta mi sono piaciuti sia libro che film, ma in modo “diverso”, non di più non di meno… in egual misura, ma diversamente.
    Avevo letto che Truman Capote avrebbe voluto come protagonista per il film Marilyn Monroe, ma che lei aveva rifiutato, perché il personaggio era troppo equivoco, anche Adurey Hepburn aveva avuto dei dubbi., anche se poi nel film la figura di Holly Golightly è stata molto ripulita. Per concludere, due Holly Golightly diverse… due finali diversi… ma adoro sia film che libro.

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