“Equazione di un amore” di Simona Sparaco

“Equazione di un amore” di Simona Sparaco

Recensione di Emma Fenu

equazione di un amore

“Equazione di un amore” è un romanzo di Simona Sparaco edito da Giunti nel 2016.

Le parole contro i numeri.

Mille capriole nel cielo del sapere, per comprendere la bellezza del mondo, così variabile, così prevedibile.

Le donne contro gli uomini.

Baci e morsi, guerra di corpi in una Gerusalemme assediata, dove Clorinda e Tancredi duellano in eterno, senza che sia mai lecito scrivere la parola fine. Tasso ha i polsi legati.

La ragione contro il sentimento.

Le sorelle create dalla Austen non sembrano trovare un accordo nemmeno davanti ad una tazza di tè e il compito diventa più arduo se Elinor, il simbolo della pragmaticità, comincia a far uso di canne e alcol.

È  di questa battaglia, infinita e sfinente, di cui ci racconta Simona Sparaco nel suo ultimo romanzo, “Equazione di un amore”.

Lo stile è a tratti formidabile e il lettore, risucchiato in una voragine che ha la forma dell’Inferno Dantesco, divora, come un demone, pagine e parole e numeri e leggi dell’universo che si intersecano, tentando nodi da marinaio, ad una trama volutamente scontata.

C’è una Lei e un Lui.

C’è un marito che non è Lui.

C’è la materna migliore amica di Lei, laureata in psicologa, per di più, e disposta, perfino, ad ospitare per due mesi nella cameretta di uno dei tre figli, e dico tre, una donna ricca, bella e dannatamente complicata.

Lei è confusa fra sentimenti e continenti e demanda il potere decisionale sulla propria vita al compagno di turno. Nel marasma amoroso, pubblica un libro che racconta una fetta della propria vita tramite lo scambio di dialoghi immaginari con un uomo, s’intende: Il “Presidente” di Singapore, Lee Kuan Yew, figura in cui ragione e cuore sembrano trovare un posto fisso in un universo che cresce.

 Lui è il bel tenebroso affascinante e intelligente, con nascosto nell’armadio del passato un signor un trauma che giustifica, per intercessione imperiale e papale, il suo essere stronzo.

Eppure, in questo succedersi di fatti già noti, la Sparaco sa superbamente scandagliare gli abissi dell’anima di questi superstiti ad infiniti naufragi, con molti pezzi alla deriva e altri ancora incastrati fra denti di squali e forzieri del tesoro.

Ma qual è, infine, l’equazione dell’amore?

Quella di Dirac,  ossia (∂ + m) ψ = 0.

In fisica quantistica, nessun oggetto ha una posizione definita se non quando interagisce con qualcosa d’altro. Come se le cose non esistessero sempre, ma si materializzassero in un luogo preciso solo quando sbattono contro uno sguardo”.

Ne siamo sicuri?

In amore non sempre i conti tornano e spesso le equazioni non “danno”, magari perché si scambia un 8 con un 2 e ci si crede con disperata passione in quel 2 fasullo, imperfetto, menzognero.

Il messaggio del romanzo sta in una parola, non in un numero: morsi.

Non solo baci, per chi è fatto di carne, sangue e lemmi.

Lei e Lui che si mordono durante un amplesso, in una scena descritta con indiscutibile maestria.

La principessa della leggenda greca che muore quando l’ultimo pezzo del suo cuore viene divorato dall’ennesimo seduttore che la abbandona sulla sua isola di dolore.

Un ragazzino dal petto che pare “preso a morsi da un animale”, come se l’aquila che fece scempio dei pericardi di Prometeo volesse aver lasciato il segno anche su un novello ribelle cantore di libertà.

Ci si è domandati chi sia la voce narrante, in terza persona, di questo romanzo di Simona Sparaco. Io credo sia chiaro.

Buona Lettura.

“Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.

Nescio, sed fieri sentio et excrucior”.

“Ti odio e ti amo. Come possa fare ciò, forse ti chiedi.
Non lo so, ma sento che così avviene e me ne tormento”.

Catullo

Una postilla: per due volte nel libro “Equazione di un amore” compare il nome Martina al posto di quello di Giulia. È un refuso? E se lo fosse, non ci confermerebbe che non esiste neppure l’equazione di un libro?

Titolo: Equazione di un amore
Autore: Simona Sparaco
Edizione: Giunti, 2016

 

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

2 commenti:

  1. maria lucia ferlisi

    Grazie Emma per la tua recensione sempre attenta e precisa. L’equazione del refuso ci consola, anche libri editi da case editrici importanti non sfuggono alla perfezione che dovrebbero darci.

  2. Mi e’ piaciuta moltissimo questa recensione. Trasmette l’ansia, l’urgenza, lo stravolgimento dei sentimenti e dei sensi. E la storia che lasci trapelare è qualcosa di molto vivo ed attuale. Nella lista dei libri da leggere, sicuramente.

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