“Basta, vado a dormire!” a cura di Rita Francese

“Basta, vado a dormire!” a cura di Rita Francese

Recensione di Ilaria Biondi

 

rita francese

Un volume prezioso. Che strappa e lacera. Che deve farlo. Grazie a Rita Francese

Donna, hai peccato!

Porti sul tuo capo il sigillo della colpa per aver generato un figlio diverso.

Madre, sei colpevole!

Educa tuo figlio, punisci i suoi capricci, distogli quell’errore da correggere dal consesso dalle nostre perfette creature.

Le ardue sentenze di ciechi tribunali invisibili, inferociti di cattiveria.

Obbrobriosi si levano i loro sermoni, che strappano le ali alla mite speranza e incidono il pensiero con bisturi avvelenati di ottusità, dissanguando le ferite di una maternità prostrata, che si copre il ventre con mani di luce e dona la sua pelle d’amore all’angelo che vive nel suo abbraccio.

La faccia sanguigna del pregiudizio.

La stolta maschera dell’indifferenza.

Il crudele sberleffo dell’ignoranza.

Il muto grido insidioso del menefreghismo.

Il demoniaco delirio della paura. Il passo duro di tenebra della vergogna.

Eccolo, madri e padri, donne e uomini, il tribunale che deciderà della vostra sorte!

Non reclamate clemenza né pietà, non confidate nella sua benevola comprensione.

Giudici dal vile e immondo sorriso.

Comandamenti amari d’ingiusta giustizia, sull’altare dell’omertà, della stupidità, della superficialità.

Rima storta e rovinosa come dita monche vestite di finta grazia.

Riesco a comprendere la paura di chi nell’autismo vede solo la diversità che, in effetti, è stata la prima cosa che ha impedito a me di continuare a vedere il bambino che c’era in mio figlio. Andiamo educati alla diversità, andiamo educati al rispetto e non solo della diversità verso i disabili, perché la diversità è in tante cose: ti acceca, ti devasta, ti fa sentire ciò che non sei, che non dovresti mai pensare di essere, perché non esistono figli di un Dio minore, esistono solo le Persone, esistono gli Uomini e nessuno è migliore di un altro.

Costoro non conoscono il peso della croce che portate, le mute pietre aguzze del vostro calvario.

rita francese

Ignorano, impietosi e sordi, l’ardor d’amore che trafigge il vostro cuore e che veglia apprensivo sulle carni indifese dei vostri figli.

Le loro certezze tronfie non sanno misurare le disperanti orbite di una famiglia risucchiata nell’isolamento, di una vita sballata che smarrisce ogni quotidiana normalità, per farsi spada affilata in una guerra perenne, in una resistenza ferma.

A spiare l’esplosione di crisi.

A custodire fragilità.

A difendere con sangue acceso il profilo candido del volto più amato.

Non sanno l’impotenza e la svuotata solitudine di fronte alla stupidità del mondo, alla negligenza delle istituzioni.

Non sanno la rabbia e la fatica per far valere il diritto a un’esistenza dignitosa.

Costoro non sanno che il vostro peggior nemico non è l’autismo, ma le chiusure, la mancanza di comprensione e di supporto.

Ascoltiamo le vive parole di genitori e operatori, accolte e raccolte da Rita Francese.

Non siamo contenti, non sono i nostri figli a farci male, ma il resto del mondo. Anche se le difficoltà sono enormi e i dolori immensi, la soluzione non è evitare, emarginare, relegare alla solitudine, ma provare a pensare, organizzare, cercare il “modo per fare”. Questo è il messaggio che vogliamo trasmettere con questo libro. Se va bene è una conquista enorme, se non va… Andrà meglio la prossima volta. Ma intanto, cari lettori: RIMBOCCATEVI LE MANICHE E VENITE A DARCI UNA MANO!

Un grido di dolore venato di luce si leva, ardito e speranzoso, dalle pagine di questo libro che nasce dal coraggio e dalla forza di Rita Francese.

Cento mani.

Genitori, fratelli e sorelle di bambini e adolescenti autistici.

Adulti che soffrono del disturbo di Asperger.

Operatori.

Un coro di voci che auspica un allargarsi dell’informazione sui disturbi nello spettro autistico, che ne illustri in maniera chiara e precisa l’aspetto clinico, evidenziando i vari livelli di gravità (dall’autolesionismo aggressivo dei casi più gravi, alla sindrome di Asperger, caratterizzata da uno sviluppo cognitivo normale ma da una forte difficoltà a rapportarsi con gli altri).

Un’informazione che sappia anche essere onesta nel non nascondere il ruolo della scuola, spesso inadeguata e impreparata a trattare con i bambini autistici, la colpevole e inaccettabile assenza dello stato (terapie quasi interamente a carico delle famiglie), la totale mancanza di aiuto per gli adulti autistici.

Una voce che reclama ascolto e accoglienza, raccontando l’autismo da parte di chi ogni giorno, e sovente ogni notte, con esso vive e convive, fra gioia e disperazione.

Un gruppo che è diventato una squadra, sbrecciando i muri dell’isolamento, strappando i lacci della separazione.

Questo libro vuol raccontare che l’autismo è altro: è amore, dolore, disperazione, speranza, delusione, rabbia, stanchezza, solitudine, riso, pianto, violenza, dolcezza, incubo… Basta, me ne vado a dormire!

Vogliamo far capire come ogni giorno sia un’avventura, talvolta una guerra vera e propria, ma anche quanto i nostri figli siano splendidi nella loro purezza d’animo, la qualcosa ci rende impossibile separarcene.

Come giglio chiuso, è candore imprigionato fra petali di bianco velluto.

Conchiglia ritrosa, che cela il suo tesoro.

Strette le braccia, a proteggere un cuore trasparente dalle unghie del mondo.

Vorrebbero, quelle braccia, farsi ali e rami …

Le ombre del domani bucano il cuore.

Che ne sarà di questi angeli, nell’ora maledetta in cui padre e madre non saranno più, non potranno più avvolgerli con la loro coperta di neve e sole?

Il pensiero si fa ossessione.

La preoccupazione, torturante persecuzione.

Lo stagno melmoso del dolore sembra inghiottire occhi, forze, coraggio, tenerezza, lacrime e sorrisi.

Ma riesce a fiottare la forza della vita, sboccia la luce nel grembo di un inverno raggelato che si fa primavera del cuore.

Il sogno, la promessa, il progetto di creare una struttura che si sostenga da sola o con donazioni, “La casa di Toti”.

Sono schifosamente ottimista, lo so. Forse dalle mie parole sembra tutto facile ma, credetemi, non lo è per niente. Io guardo al futuro. Io mi preoccupo di cosa farà mio figlio quando io e papà Michele non ci saremo più. [..] La Onlus che abbiamo costituito un anno fa, gestisce questo progetto e lo gestirà nel tempo. Voglio solo dare un senso al futuro di Toti e di ragazzi come lui. È inutile piangersi addosso. […] La Comunità la faremo noi. E sono certa che sarà un esempio per tutti, un progetto pilota da seguire. Sarebbe bello se in ogni regione potesse nascere una Casa di Toti: un posto dove vivere ed essere occupati con un lavoro. Noi ci stiamo provando. Famiglie speciali, abbiate fiducia che qualche cosa cambierà, e in meglio. Siamo in tanti oramai, troppi.

Forti e vibranti si fanno le parole di Rita Francese e degli altri genitori e familiari, che insieme lottano per questo progetto.

La casa della libertà di essere sé stessi, la casa dove non entra la frustrazione, la casa delle opportunità negate, la casa che tutti sognano. La casa dove nessun ragazzo sarà più solo.

Grazie a Rita Francese e a tutte le persone che hanno deciso di farci entrare nelle loro case e famiglie attraverso queste pagine.

Un libro, per dirla con Kafka, che morde e punge, che ci sveglia con un pugno in testa.

Un libro che entra dentro e scava.

Nelle nostre certezze.

Nel nostro quieto non sapere.

Grattando e graffiando.

Un libro che parla verità e verità esige.

Che apre porte e abbatte muri.

Un libro che ci chiama e al quale non possiamo non rispondere.

Autore: Rita Francese (a cura di)
Titolo: Basta! Vado a dormire
Genere: Testimonianze
Editore: Les Flaneurs

 

Link d’acquisto:

https://www.amazon.it/Basta-vado-dormire-R-Francese/dp/8899500185/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1473521167&sr=8-1&keywords=basta+vado+a+dormire

Sinossi:

“Basta, vado a dormire” è una raccolta corale di racconti scritta da genitori, parenti, operatori sanitari che hanno quotidianamente a che fare con il complesso mondo dello spettro autistico. Purtroppo, benché viviamo nella realtà della comunicazione di massa, ben poco si sa sull’autismo e ancor meno si immaginano le difficoltà, i costi, le offese e la mancanza di considerazione con i quali ogni giorno bisogna scendere a patti. Lo scopo di questo libro è dunque in primo luogo quello di informare, e inoltre quello di rendere partecipi i lettori di un grande progetto: fondare in tutta Italia delle case in cui i ragazzi possano sentirsi al sicuro, stringere relazioni, godere giorno dopo giorno di un diritto che ormai si dà per scontato: il diritto a una vita dignitosa.

3 commenti:

  1. Sono sempre interessanti i libri che si focalizzano su questi problemi.

  2. Meravigliosa analisi. L’argomento spaventa ma bisogna affrontare la realtà che ci sta davanti

  3. bellissimo dobbiamo veramente rispondere a queste richieste

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