“ Mena” di Vera Dreamandwrite

Contest Amarcord

“ Mena” di Vera Dreamandwrite

Mia nonna è rimasta vedova a sessant’anni.
Io ne avevo dieci e frequentavo la quinta elementare. Era la sera del ventinove dicembre quando il nonno ci ha lasciati e io da bambina brontolona quale sono sempre stata, non ho voluto dargli il bacio che mi ha chiesto prima di andare a casa con mia madre. Poche ore dopo lui se ne è andato per sempre e io mi porto da allora il rimorso di quel bacio non dato. Se potessi avere un solo minuto da trascorrere insieme a lui, dopo averlo baciato con infinito affetto, gli direi grazie. Lui è andato via, ma a me è rimasta lei, la mia amica speciale. Rimasta sola, la nonna, veniva a dormire a casa dei miei nella mia stanza. Avevamo prima una poltrona letto e poi comprammo una cameretta nuova con il letto incassato e uno a cassettone, come per due sorelle. Mi ha “rubato” tutto lo spazio che da adolescente avrei voluto avere e quando provavo a mettere il poster di Brad Pitt, mi diceva: “Che brutto, mi farà venire gli incubi”. All’epoca dormivo con una bambola e tre peluches e lei me li infilava sotto le coperte mentre indossavo il pigiama, così li avrei trovati già ad aspettarmi.
Sono sempre stata disordinata e alcune volte prima di entrare in stanza le chiedevo se fosse sana di cuore perché ci sarebbe rimasta secca! Con quanta pazienza rimetteva tutto a posto cercando di inculcarmi il senso dell’ordine che da grande mi sarebbe servito.
Alle superiori uscivo di casa alle sette meno dieci e lei tutta assonnata, ogni mattina, mi tirava per un braccio e mi diceva: “Anche se ne hai soldi, prendili mille lire e te li conservi, non si sa mai…”
Ha portato il lutto per più di dieci anni e questa “figura nera” riempie ogni mio ricordo e i miei cugini più piccoli mi chiedevano sempre perché la nonna non si cambiasse mai.
Quando mi sono fidanzata ha perso il sonno. Alle tre di notte accendeva la luce e mi chiedeva: “Come hai detto che si chiama il ragazzo che ti piace?” e poi la spegneva rimuginando chissà su cosa.
Quando sono andata all’università lei è rimasta da sola a dormire nella nostra cameretta e le mancavo, come lei mancava a me.
Ora viviamo lontane e la sera mi dice che se fossimo state vicine mi avrebbe aiutato a stirare e a mettere in ordine, lo sa che non ho mai imparato.
Ha ottantatre anni e ha l’alzheimer. Mi chiede di figli che non ho, chiede che tempo fa ma non sa dove sono, vuole tornare a casa perché nonno la aspetta.
Dopo Natale mentre sono in viaggio per tornare nella mia nuova casa mi domanda quando ci vedremo perché ha dimenticato che abbiamo trascorso le feste insieme.
Ora indossa abiti colorati e adora guardare i film d’amore anche se pensa che i personaggi ci guardano come noi guardiamo loro.
Mia nonna è anziana e ammalata, ma non è tutto qui. È la mia amica che mi accompagnava a lavoro e mi aspettava in macchina e al ritorno cantava con me le canzoni di Massimo Ranieri. È l’amica che mi ha accompagnato a fare un esame perché era una sessione estiva e non c’era nessuno a farmi compagnia.
Lei balla, canta e si impiccia dei discorsi, perché è mia nonna. La mia amica.

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

Un commento:

  1. Mi hai fatta piangere…. Ma non dolertene, è giusto così! Un abbraccio <3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *