“Isabella e i pedoni danzanti” di K. J. Boodman

“Isabella e i pedoni danzanti” di Katherine J. Boodman.

Recensione di Altea Alaryssa Gardini

isabella e i pedoni

 

Isabella non lo sa ancora ma vivendo una normale giornata si possono avere avventure inaspettate, esistono mondi lontani e conoscenze inaspettate.

Ci sono luoghi legati al tutto e porte nascoste dietro ai cespugli di noia.

Sono diversi i giorni e le età della nostra vita, ogni singolo attimo può scorrere via o rimanere immortalato in una cornice.

Non importa se abbiamo o no raggiunto l’età di una consapevolezza matura, spesso è l’innocenza che ci porterà alla salvezza.

Potremo cadere in un pozzo o toccare una tela.

Potremo essere in un piano materiale creato dalla dolcezza e dai colori di un lontano posto fatato.

Le favole hanno fantasia anch’esse, probabilmente.

Mi è capitato un giorno di incontrar una bambina, di otto anni e tre mesi, lei si chiama Isabella, adora i biscotti e passare il tempo con sua nonna che, ad insaputa dei suoi genitori, le permette di mangiarli.

Ci siamo avventurate insieme in soffitta, un giorno che era stufa di colorare, mentre la nonna parlava con le sue amiche.

Abbiamo disobbedito alla nonna, siamo andate in quel posto dove non ci era permesso andare e siamo finite insieme in questo strano posto.

All’inizio faceva parecchio paura, ma Isabella è coraggiosa e nonostante sia una bambina ha fegato da vendere.

Lei, di molto più giovane dei suoi compagni di avventura, ha steso la coperta dell’amore e della fanciullezza impavida su paure millenarie, sospiri disattesi e sentimenti dimenticati. Chi altro poteva farlo, se non un’adulta di otto anni e tre mesi?

Scacciare la selva di palloncini rossi, dal cuore di statue impaurite non è impresa da tutti.

Siamo cadute in una favola antica, un antico circolo in un moderno groviglio.

Questo mondo non è per i più piccoli ma uno di loro ci mostra la realtà, non sono loro a dover essere tenuti lontani dall’uomo nero che abita nell’armadio o al piano di sopra, ma noi.

Ci si dimentica di sé stessi in preda al gelo e la paura, ci si abbandona alla disperazione lontano dall’amore e si perde la speranza senza il calore di chi ci stringe la mano.

Ci siamo persi in una guerra che non siamo noi a combattere, e per tornare dobbiamo sbloccare porte pulsanti e sradicare rovi intrisi di ragnatele, vi ricordate quando è stata l’ultima volta che lo avete fatto?

Una seria questione posta all’animo impaurito, stretto nelle coperte che fissa l’armadio, posso tenderti la mano e aiutarti?

Rimarrò con te finché non ti sentirai meno solo, questa è l’innocente risposta di una adulta di solo otto anni e tre mesi e dovrebbe essere anche la nostra, più spesso, sempre di più, finché ci terremo tutti per mano e quello che c’è di brutto sarà solo trasparente come carta da zucchero attorno a dei biscotti.

Titolo:  Isabella e i pedoni danzanti
Autore: Katherine Jane Boodman
Genere: Fantasy
Editore: Self publishing
Anno: 2016
Pagine: 94

Sinossi:

Isabella è una bambina di otto anni e tre mesi (guai a non essere precisi!).

Vive con i suoi due genitori ed ogni giorno, dopo scuola, va dalla nonna in attesa che i suoi genitori finiscano di lavorare.
Andare dalla nonna significa mangiare un sacco di dolci ma anche cacciarsi nei guai.

Nella soffitta buia, tra polvere e termiti, su di una parete ammuffita, c’è un quadro raffigurante una strana scacchiera, un bosco tenebroso, una torre bislunga e un castello alle pendici di una montagna.

Qual è stato l’errore di Isabella? Quello di toccare il quadro.

In un venerdì apparentemente normale, Isabella si ritrovata in un posto alquanto strano, dove il sole e la luna si alternano a loro piacimento, dove esistono valli senza suoni, dove le foto di bambini orfani parlano e si muovono, dove le belle fanciulle vengono chiuse in gabbie d’oro, dove i boschi sono seminati da teschi, bestie assetate di sangue e morte.
Un posto che si chiama Marichon e che da cinquant’anni non vede che orrori e sofferenze.
Una storia oltre l’incredibile, che dimostra quanto una semplice bambina sia in grado di fare la differenza.
Un libro pieno di stranezze e di avventura, un posto dove chi si perde non sempre riesce a trovare la via di casa.

Link all’acquisto:

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2 commenti:

  1. ilsoffionedimiemma

    Una recensione che davvero ha il sapore di favola. Mi hai incantato, Alaryssa!

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