Gli angeli del bar di fronte – di Elena Genero Santoro

Gli angeli del bar di fronte

di Elena Genero Santoro

Recensione di Silvia Lorusso

Elena Genero Santoro - Gli angeli del bar di fronte

Gli angeli del bar di fronte – Elena Genero Santoro.

La vita di Chiara scorre apatica fra il lavoro al bar e una tesi che non riesce a terminare.

Il padre, venuto a mancare un anno prima, e la madre in preda alla depressione.  Tutto le sembra grigio, e un senso di immanenza le rende l’animo plumbeo  come il cielo che scorge nella periferia di Torino in cui si trascina tra il lavoro e la casa.

Paula, giovane rumena, lavora come badante e colf.

Passa le giornate tra un impegno e l’altro nel tentativo di arrivare a fine mese.

Ha un’esistenza dura, che non intacca minimamente il suo sogno romantico di sposarsi ed avere una famiglia tutta sua.

Al centro il bar dove Chiara lavora, frequentato da un gruppo di rumeni dove sembra ritagliarsi il ruolo di capo un certo Vic, che attrae su di sé le attenzioni di Chiara.

Fra i giovani stranieri che ruotano in quella che sembra essere a tutti gli effetti una “banda” dedita a qualcosa di poco chiaro ed illecito.

Fra di loro, il fratello scansafatiche di Paula.

La narrazione scorre su due binari: da una parte il punto di vista di Chiara, i suoi dubbi, i turbamenti, le opinioni che cambiano il suo modo di sentire e che contribuiranno a farle fare scelte impensabili; dall’altra quello di Paula, le paure, il senso di estraneità in una realtà diversa da quella che conosceva.

Entrambe le protagoniste vengono travolte da eventi drammatici, da cui emergeranno superando il senso di inadeguatezza dal quale sono sopraffatte fino ad levarsi in una nuova coscienza di sé.

Elena Genero Santoro scrive una storia in cui si muovono diversi contesti fra cui il pregiudizio interrazziale, i sentimenti, le difficoltà del quotidiano, offrendo con il tratto leggero che caratterizza lo stile narrativo, il passaggio di crescita per le due ragazze protagoniste.

Sinossi:

Chiara, italiana e Paula, rumena.

Due giovani voci in una Torino autunnale e desolata.

Due ragazze che vivono di lavori umili.

Chiara serve ai tavoli di un bar malfamato, Paula fa la badante in nero.

Tra di loro, un gruppo di ragazzi rumeni che ha tutta l’aria di essere una banda.

Una sera, quello che pare essere il capo, Vic, salva Chiara da un tentativo di stupro da parte di due di loro.

Chiara vorrebbe sporgere denuncia, ma Vic, che è tanto affascinante quanto ambiguo, le chiede di non farlo, in cambio della sua protezione.

Nel frattempo l’ingenua Paula sogna l’amore, ma ripone tutte le sue speranze nell’uomo più sbagliato che ci possa essere.

Un romanzo contro i pregiudizi e contro la violenza, che ha il sapore di una fiaba moderna.

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2 commenti:

  1. Bella recensione! Ho l’ebook, ma lo devo ancora leggere.

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