“Scrittrici in giardino” di Adele Cavalli

“Scrittrici in giardino” di Adele Cavalli

Recensione di Ilaria Biondi

 

Adele Cavalli

La digitale di Colette.

Le gardenie di Emily Dickinson.

Le rose di Vita Sackville-West.

I giacinti di Marguerite Yourcenar.

Gli anemoni di Elizabeth von Arnim.

I rododendri di Edith Wharton.

I cedri di George Sand.

Le peonie di Karen Blixen.

Adele Cavalli

Le camelie di Eudora Welty.

I lillà di Jane Austen.

Passi che solcano lievi i sentieri nel bosco, inseguendo tenaci la propria silenziosa solitudine.

Mani che dissodano zolle, strappano erbacce, mettono a dimora bulbi e semi, innaffiano e zappettano.

Mani che, con la stessa indomita leggerezza, tessono pazienti l’ordito di storie a forma di fiore.

Dieci donne la cui scrittura è edera che avviluppa prodiga la rorida fertilità della terra, il ramo nodoso e scarnito, lo stelo flessuoso, la foglia caparbia, il velluto dei petali.

Mani che ritrovano nel contatto con la fresca e profumata verzura, negli angoli annidati del proprio giardino segreto, il nucleo colmo, trasparente e fecondo della propria anima.

Quando aprite le pagine che grondano profumi e colori del bel libro Scrittrici in Giardino di Adele Cavalli dimenticate la definizione da vocabolario della parola “giardino”.

Definizione asciutta che non sa dire la pienezza carnale, la vita luminosa, la violenta e prepotente bellezza di un luogo paganamente sacro e accogliente.

Con i suoi  cespugli accovacciati.

Con la danza delle sue corolle, che come baccanti ardite corteggiano le tenere stille di rugiada e l’inchino gentile delle sue fronde, che accudiscono nel loro abbraccio di foglie i maliziosi aghi di sole e il battito casto della luna.

Adele Cavalli

Il giardino delle dieci scrittrici “spiate” con garbo appassionato da Adele Cavalli è grembo caldo e sicuro rifugio.

Grande corpo che con-tiene e culla l’anima esule, offrendo il proprio seno gonfio di nettare e di carezze di petalo.

I muri alti a delimitare e proteggere quello spazio intimo.

Alveo  segreto ove la pena si lascia consolare dallo sguardo silenzioso dei profumi stordenti, anelando sensuale e selvaggia a farsi essa stessa fiore e terra, in un impeto di fusione panica.

La forza assidua e ardente degli affetti familiari (la madre per Colette ed Eudora Welty, il padre e la nonna per la Yourcenar) e l’immaginario infantile sono incisi nella pelle, nella scorza, nella corteccia di quelle orge estatiche di colorati aromi.

La loro memoria affonda come radice umilmente maestosa nella terra benevola e propizia.

Selvatichezza.

Libertà dei sensi.

Vitalità delle membra.

Linfa gioiosa.

Che Sand, Blixen e Colette vogliono suggere con cuore ebbro e che restituiscono poi sulla carta tracciando con mano generosa ghirlande di parole e nuvole di sillabe fiorite.

Energia.

Sublime passione.

Devozione.

Come un amante al quale ci si dona senza riserve (penso a Vita Sackville-West e al suo Sissinghurst, che assorbe ogni sua particella di tempo).

Silenzio.

Solitudine.

Rifugio di pace.

Ove l’anima stanca si sbuccia catarticamente delle scorie.

Depone i grumi di dolore.

Dimentica il cielo scolorato dell’inverno.

Si apre ai furori di luce della nuova stagione, in un turgore di vitalità che la scrittura accoglie e raccoglie (come le raffinate Elizabeth von Arnim ed Edith Wharton , alle quali il giardino restituisce armonia pura e rinascita interiore).

Sguardo stupito ed estatico che cattura insaziato e avido l’alito fresco dell’erba.

Gli stralci di luce sui sepali.

La fragilità del polline.

L’incanto sereno di una natura quietamente fervida (il fremito appassionato e palpitante di Emily Dickinson e la limpida e affettuosa parola di Jane Austen).

Adele Cavalli, penna raffinata e giardiniera appassionata, ci consegna con il suo Scrittrici in giardino un viaggio letterario e botanico che coniuga il saggio competente, attento e approfondito con l’aggraziata scorrevolezza della scrittura narrativa.

Un cammino profumato che ci conduce entro il bocciolo chiuso e pudico delle esistenze e delle scritture di dieci autrici di grande levatura, mettendo a nudo con delicatezza e tenero affetto angoli riposti della loro anima, che nell’abbaglio silente, nel ventre rigoglioso e nei grappoli odorosi del giardino lascia cadere tutti i veli e si scopre e si ritrova splendidamente viva.

Titolo: Scrittrici in giardino
Autore: Adele Cavalli
Editore: Youcanprint
Anno edizione: 2016

 

https://www.amazon.it/Scrittrici-Giardino-Adele-Cavalli-ebook/dp/B0186MAI7I/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1477210408&sr=8-1&keywords=scrittrici+in+giardino

SINOSSI

Un viaggio tra profumi e colori, tra alberi, giardini e fiori.

Passeggerete nei giardini di dieci tra le più amate ed apprezzate scrittrici dell’Ottocento e del Novecento.

Sarà come spiarle entrando nei loro giardini.

Pagine che guideranno il lettore tra le architetture botaniche di Vita Sackville-West, nel giardino rasserenante di Eudora Welty.

Potrà gioire insieme a Karen Blixen alla fioritura della sua peonia in Africa e passeggiare nei parchi insieme alle stupende creature di Jane Austen.

L’autrice, raccontando la grande passione di queste donne, per i boschi, per i fiori, per la terra, che amavano coltivare personalmente, ci svela sorprendenti tratti delle personalità di ognuna: la storia famigliare, i figli, ma anche aneddoti sconosciuti.

Questo eBook nasce da un minuzioso lavoro di ricerca che, attraverso le biografie, le opere ed i carteggi con amici e parenti, si esprime in un scritto delicato, poetico, quasi per non disturbare le scrittrici e i loro pensieri.

Colette: “…ascolto l’iris sbocciare…” o Emily Dickinson: “…c’è bisogno d’estate e di intere legioni di margherite…”.
L’opera è impreziosita anche da foto originali dei giardini e delle case narrati.

 

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