“Vento dall’est” di Chiara Albertini

RECENSIONE DI CHIARA MINUTILLO

Vento dall’est

Autore: Chiara Albertini

Edizione: Self-publishing, 2016

COVER Vento dall'Est Albertini

Vento dall’Est. Soffia sull’oceano. Tra le pietre. Tra fili d’erba di un verde lucente. In cuori legati tra loro, dal sangue e dal destino.
La nebbia è là. Soffice, palpabile. Ricopre ogni cosa, come uno strato di polvere, rendendola vecchia. E, forse per questo, ancora più preziosa.
Qualcosa di strano fra poco accadrà. Gioia. Tristezza. Rabbia. Delusione. Rimpianto. Perdono. Sentimenti nascosti lontano dagli occhi. Sepolti in qualche angolo, tutti assieme, a ricordare chi, veramente, siamo.
Troppo difficile capire cos’è. Magia o superstizione. Destino o scelta. Due sentieri che si incrociano. Strade che è impossibile non calpestare, per tornare indietro, alle origini. A quando tutto avrebbe potuto essere perfetto.
Ma penso che un ospite arrivi per me. Perfetta la vita non lo è mai. Ma il vento dall’est porta la speranza, che trascina via la nebbia, fa accadere cose strane, difficili da capire, ma reali e tangibili, tanto quanto i volti di chi vi è coinvolto. Volti che piangono, sorridono, urlano. Sperano.

Sai cosa ti dico? […] Che in questo foglietto, ci vedo l’Irlanda… l’azzurro del suo cielo, come stamattina, e il verde dei suoi prati, come sempre… ci vedo noi, in queste parole.

Solo un biglietto. Nient’altro che un biglietto azzurro, con poche frasi scritte in verde. Citazioni di un film che legano due persone, anima e corpo. Un biglietto è ciò che rimane. L’unico filo a sostenere una trama di storie. Di vite. Vite di donne, nell’Irlanda dei primi anni ’70, in una Londra in piena recessione, arrivando fino a noi. Vite di donne tra le quali si insinua quella di un solo uomo. Speciale. Perché é l’unico a aver capito le parole incise su quel biglietto.

Vento dall’est“, scritto da Chiara Albertini, è un romanzo che racchiude atmosfere forti e delicate allo stesso tempo. Forti, come l’oceano che si getta in una corsa mortale contro le pareti di roccia della terra in cui tutto ebbe inizio. Delicate, come i piccoli fiori che tra quelle rocce riescono a nascere. Forti, come minuscole radici che si impiantano in terreni impossibili. Delicate, come gocce di acqua che restano a evaporare al sole, separate dall’onda.

Un libro in cui l’apparenza non conta. Tutto è dentro, profondo, difficile da vedere. Ma non impossibile. Emozioni, sentimenti, celati dietro storie di cui, inevitabilmente, alla fine gli occhi parlano. Occhi in cui solo chi ha un cuore puro può leggere la verità.

Non credi anche tu che dentro ognuno di noi ci sia un bambino? Il bambino di sempre? Non credi che quando diventiamo adulti arriva un punto in cui pensi o credi di non averlo più, quel bambino, che non fa più parte di te, come se di colpo fosse scomparso? Beh, io penso che quel bambino ci sia sempre dentro di noi, ma siamo noi a non volerlo vedere, a non volerlo ascoltare, quando lui ci chiama, quando grida, e noi facciamo finta di nulla, ci chiudiamo le orecchie per non sentirlo, perché forse fa più comodo così, per noi è più facile non ascoltarlo… ma quel bambino in realtà è sempre con noi, non ci abbandona mai, Ben, e noi dovremmo ascoltarlo, sforzarci di vederlo, per il nostro bene.

SINOSSI

“Il vento… Dove potrebbe portarti, se decidessi di ascoltarlo? Lungo quali sentieri nascosti, inaspettati potrebbe condurti, se ti affidassi a lui? C’è un vento per ogni stagione. E c’è un vento per le stagioni dell’anima… Una storia delicata, emozionante, fatta di rivelazioni, di incontri, un lungo viaggio in più vite, dove reale e immaginario si sovrappongono e si scontrano, un complesso gioco di scelte, dove il possibile e l’impossibile si fondono e si confondono fra i richiami del passato e i riflessi del presente.”

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