La Storia passa accanto. Il rapimento di Moro

“La Storia passa accanto. Il rapimento di Moro”

di Giulia La Face

Contest Amarcord

 

-adolescenza

Primavera nell’aria, il mio corpo magro, che cresce a strattoni. Corro per raggiungere la scuola. La mia prima gita, Museo di Valle Giulia, era il 16 marzo 1978.

Sciamiamo disordinando le aiuole del parco antistante il museo. Profumo di fiori nell’aria, primavera per le strade, il sole mi sfiora la pelle. Mi sfilo il giacchettino di lana impostomi da mia madre, insieme alle sue mille raccomandazioni.

Roma la senti nell’aria, i guardiani del Museo ci zittiscono, invano. L’eccitazione di un giorno senza scuola è inebriante, tanto quanto muoversi alla rinfusa , in ordine sparso.

Libertà assaporata appena.

Siamo ingenui, ancora un passo dentro l’infanzia, uno sguardo in avanti al futuro. Sento una guardia dire  qualcosa di strano: “Hanno rapito un moro”.

Rido. Anche i miei compagni. Capisco che l’aria è cambiata in un secondo. Ci fanno uscire senza darci spiegazioni. Mi accelera il cuore.

Nessuno parla con me. Nessuno parla.

Vengo lasciata davanti la scuola insieme ai miei compagni, che in fretta vengono riportati a casa.

Le sirene scuotono l’aria.

Sono sola. Il mio autobus, il numero 48 che mi porta in Via Mario Fani, non passa da molto. In verità non passa nessun autobus, è tutto desolatamente vuoto.

D’un tratto compare mia madre, insieme a una zia. Scendono con l’aria drammatica da un taxi, mi urlano: ” Corri, corri“. E io corro. Confusamente. Non si puo’ raggiungere casa. Sirene, lampeggianti, blocchi stradali.

Chiudo gli occhi.

Le mie gambe magre di ragazzina si stringono forte.

 Arriviamo infine. Restiamo in casa. Per giorni. Le serrande chiuse. La televisione sempre accesa. Sono dentro la Storia. E fa male.

giulilaface

Lettrice compulsiva e onnivora da sempre, mi piace ascoltare le storie altrui e scriverne. Viaggiatrice per bisogno, madre e moglie per scelta, canto per passione, lavoro come educatrice e counselor .Ma appena posso mi immergo nella musica e nella ricerca di poesia e di immagini. Adoro cucinare. Per questo invito spesso amici a condividere nuovi piatti e sapori. Ma è nella solitudine che mi ritempro e incontro tutti i miei pensieri.

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