“Mille chitarre in piazza”. A cura di Chiara Minutillo

A cura di Chiara Minutillo

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Strade, vicoli, piazze di una città in cui convergono storia e tradizione. Una tradizione che profuma anche di musica. Da sempre, quest’arte fa parte del patrimonio culturale bresciano. Numerosi sono stati i concerti di artisti di fama internazionale tenuti nelle sue piazze: Mark Knofler, Sting, Carlos Santana, Anastacia, quest’anno addirittura i Deep Purple, giganti del rock. Numerose sono state anche le manifestazioni musicali, i concerti a scopo di beneficienza, le occasioni in cui ritrovarsi, sconosciuti accomunati dalla cittadinanza e da un’unica passione, per suonare, cantare, godere dello spettacolo. Famosa è la Festa dell’Opera, che coinvolge ogni anno centinai di turisti, provenienti da tutta Europa, per assistere a spettacoli e concerti gratuiti in strada, sui mezzi pubblici, nei locali, negli ospedali e nelle fabbriche.
Dal 2012, la città si è arricchita di una nuova manifestazione. “Mille chitarre in piazza“, questo il suo nome. Mille chitarre, un un’unico coro. È questo ciò che si trova, ciò che si prova, assistendovi. Piazza Loggia, la piazza comunale, la più piccola delle tre piazze più importanti del centro, ma, forse, anche la più bella si veste di una nuova luce, di una nuova atmosfera. Un’atmosfera che solo la musica può creare.
Le voci, i suoni si sentono già camminando nelle vie che convergono verso la piazza. Quando poi si arriva lì, sotto il palazzo comunale si nota il piccolo palco allestito per l’occasione. La piazza è gremita. Persone da tutta la città e dalla provincia si sono riunite lì, per lasciare da parte la quotidianità e assorbire un po’ di musica e, perché no, solidarietà. I chitarristi sono molteplici, forse non mille, ma la folla che riempie la piazza in lungo e in largo rende l’idea. Dai metallari in giubbotto di pelle nero ai bambini di tre anni con piccole chitarre finte. Persino sindaco e vicesindaco prendono posto tra i concittadini, chitarra e tracolla e plettro tra le dita.
La band sul palco dà il via. Spartiti alla mano, le chitarre suonano classiche canzoni, ascoltate e riascoltate, che in quel momento paiono nuove, come mai sentite. Più suggestive, mentre il cielo si apre, lasciando posto al sole, che fino a quel momento sembrava non volersi manifestare. La canzone del sole, Albachiara, Gli anni. Sono solo alcune delle canzoni che vengono suonate, da chi sa farlo, cantate da chi non ha altro che la voce. Stonati e non, si uniscono in coro. Un coro di voci, maschili e femminili, giovani e anziane. Un coro di chitarre che riempie la piazza, le strade, i vicoli, dando vita alla città. Una città che, per un giorno, ha deciso di lasciare da parte i suoi problemi e riunirsi, socializzare, con colonne sonore uniche.

Music is all around us. All you have to do, is listen. (August’s Rhapsody-La musica nel cuore)

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