“La cucina color zafferano” di Yasmin Crowther

“La cucina color zafferano” di Yasmin Crowther

Recensione di Francesca Gnemmi

la cucina color zafferano copertina

La cucina color zafferano è simbolo di radici, di ricordi, ma anche del desiderio di proiettarsi verso il futuro.

Maryam Mazar, protagonista di “La cucina color zafferano“, è una giovane di buona famiglia costretta a lasciare la propria casa e i propri cari a causa di un presunto gesto compromettente che, secondo il padre, avrebbe gettato fango sul suo buon nome e quello del suo casato.

Il raggiungimento di un sogno, la possibilità di non sposare uno sconosciuto e iniziare una nuova vita lontana migliaia di chilometri dalle imposizioni paterne e dalle restrizioni che la cultura iraniana implica.

Potrebbe essere il primo passo verso la felicità e così sarebbe, se il dolore dovuto al distacco forzato dalle sorelle, da Fatima, che l’ha accudita come una madre e dall’unica persona capace di esplorare fino in fondo il suo cuore non fosse tanto intenso e radicato dopo quasi quarant’anni.

Le parole non dette, i desideri infranti, i torti e le umiliazioni subite pesano più dell’amore di un marito inglese gentile e innamorato e di Sara, sua figlia.

La bramosia di tornare a completare un cerchio mai chiuso trasformerà Maryam in una sconosciuta, capace di reazioni talvolta incontrollate e violente.

Da un polveroso villaggio dell’Iran a una Londra autunnale e uggiosa. Un viaggio chiamato libertà.

Il bisogno di ritrovare se stessa e ricucire il rapporto con Sara, compromesso da un abisso culturale e un vissuto d’infanzia profondamente diverso, incrinato da un suo gesto sconsiderato, le condurrà entrambe nel luogo in cui Maryam è nata.

Un paesino abbarbicato sulle montagne al confine con Afghanistan e Turkmenistan, che sarà teatro di un’amara scoperta, portando alla luce una triste verità e svelando le radici dalle quali nascono disagio e un’opprimente sensazione di inadeguatezza.

Una donna alla ricerca dell’emancipazione che al tramonto della vita desidera tornare alle proprie origini, per trovare perdono e perdonare. Accogliere ed essere accettata.

Personaggi che prendono vita, plasmati nella terra e tinti di pennellate dai colori vividi e intensi. Profumi intensi, aromi speziati, odore di povertà e ostilità ricordano il passato.

Gli sguardi di bambini che non conoscono sogni, perché la guerra li ha portati via con sé.

Il dipinto di un fazzoletto di terra di un Iran che pochi conoscono, ma che è culla di una civiltà ricca di storia e di trazione, dove resta solo una cosa che gli eserciti stranieri e i terroristi non hanno depredato: la dignità umana.

SINOSSI

In una Londra autunnale, due tragici eventi concatenati imprimono una svolta improvvisa e radicale all’esistenza di Maryam Mazar, iraniana di nascita: la morte della sorella a Teheran e la dolorosa interruzione della gravidanza della figlia Sara aprono uno squarcio nell’apparente tranquillità della sua vita e del suo matrimonio.

Rinnegata in gioventù dalla famiglia d’origine per un peccato non commesso, la donna decide di tornare nella terra che è stata costretta ad abbandonare per affrontare i fantasmi del passato e cercare così di ricomporre una trama le cui lacerazioni non possono essere rimarginate dalle premure dell’ignaro marito inglese.

Sarà il piccolo paese in cui è cresciuta, incastonato fra i paesaggi montani che Maryam ha conservato, immutati, nella memoria, lo scenario del riavvicinamento alla figlia.

Nel tentativo di riannodare i vincoli delle loro vite, di svelare le radici di tanta inquietudine e di riconciliare due culture profondamente diverse, Sara segue la madre in Iran e scopre quale terribile prezzo Maryam ha dovuto pagare per la libertà.

Autore: Yasmin Crowther
Titolo: La cucina color zafferano
Edizione: Guanda
Genere: narrativa
Anno di pubblicazione: 2010
Pagine: 260

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