La Rivoluzione di Pasqua

Primi passi verso una Repubblica: la Rivoluzione di Pasquae le Cumann na mBan

di Elisabetta Corti

GPO

Dublino, 24 aprile 1916, lunedì di Pasqua. Un manipolo di cittadini (provenienti da varie associazioni come l’Irish Republican Brotherhood (IRB), l’Irish Citizen Army (ICA), gli Irish volunteers e il Cumann na mBan), occupa dei punti strategici nel centro della città di Dublino. L’Irish Citizen Army, guidato dal colonnello James Connolly, marcia verso il General Post Office, dove dichiara la formazione della Repubblica d’Irlanda affiggendo due bandiere repubblicane ed occupando i locali, che diventano il quartier generale della rivolta. Comincia così la rivoluzione di Pasqua, il primo grandissimo passo verso la formazione di una repubblica d’Irlanda, che dopo secoli si staccherà definitivamente dal regno Britannico.

La rivoluzione bolliva in pentola già da qualche tempo. Dall’Acts of Union firmato nel 1800, le cose non erano cambiate di molto, e il Regno Britannico era solito elargire solo qualche piccola concessione al fine di mantenere la situazione sotto controllo. Nonostante si fosse passati alla dicitura “Regno di Gran Bretagna ed Irlanda”, il Parlamento non era rappresentativo della popolazione irlandese. Solo cittadini di religione protestante potevano sedere in Parlamento, mentre l’Irlanda era un paese a maggioranza cattolica. Gruppi di oppositori cominciarono così a formarsi autonomamente, tutti spingevano perché venisse approvata la Home rule, ovvero la possibilità per l’Irlanda di avere un autogoverno che, nonostante fosse sempre all’interno del Regno Britannico, potesse rappresentare realmente la popolazione Irlandese. La proposta di approvazione (dopo tre tentativi falliti nei decenni precedenti) della Home rule nel 1914 non piace però ai cittadini dell’Ulster: protestanti e da sempre legati al Regno Britannico, non accettano la possibilità di essere governati da una maggioranza Cattolica. Si forma l’Ulster Voluntary Force (UVF), associazione paramilitare che si dichiara pronta a qualunque azione per prevenire l’approvazione della Home Rule.

Di tutta risposta, nel resto dell’Irlanda si formano due associazioni paramilitari: l’Irish cumann na mbanCitizen Army e gli Irish volunteers; quando questi ultimi tentano di contrabbandare fucili, le forze dell’ordine Britanniche, in un tafferuglio in città, sparano su una folla di civili, risvegliando, seminando panico e facendo da catalizzatore per i cittadini stanchi di subire soprusi. L’Irlanda sembra sull’orlo di una Guerra civile, che viene messa in pausa solo da un evento più grave: lo scoppio della prima Guerra mondiale.

Il governo britannico gioca male le proprie carte: nonostante l’Home rule venga approvata, la sua messa in pratica viene rimandata alla fine del conflitto, sottintendendo che l’arruolamento volontario da parte di cittadini Irlandesi nelle forze britanniche ne avrebbe accelerato l’approvazione.

Questo riporta a galla gli antichi rancori e, singolarmente, I gruppi di volontari cominciano segretamente ad organizzare la rivolta fino a che, nel gennaio 1916, I leader dell’IRB incontrano il leader dell’ICA James Connolly, unendo le forze e programmando in maniera più specifica l’insurrezione.

Partecipante attivo, come citato nelle prime righe, il gruppo di Cumann na mBan, letteralmente il “Comitato donne irlandesi”.

Nel 1913 un gruppo di donne si incontra per dare manforte al nuovo nato gruppo di Irish volunteers, anche se lavora indipendentemente concentrandosi, oltre alla causa Irlandese, sull’emancipazione femminile.  Nella loro costituzione, si fanno espliciti riferimenti all’uso della forze e delle armi laddove necessario per ottenere l’obiettivo, nonché alla costituzione di un fondo finanziato dalle iscrizioni nella città di Dublino ed all’esterno di essa, allo scopo di raccogliere denaro per sostenere le spese dell’insurrezione e contemporaneamente arruolare nuove volontarie che potessero operare anche al di fuori della capitale.

Il 24 aprile 1916 le donne iscritte al Cumann na mBan marciano con James Connelly verso il GPO, o si distribuiscono negli altri punti strategici insieme alle loro controparti maschili.

cumannPrincipalmente svolgono compiti di trascrizione e fungono da messaggere (molte portarono con sé la propria macchina da scrivere), da infermiere o da magazzinere e procacciatrici di cibo. La maggior parte, comunque, arriva armata anche di revolver e fucili ed alcune di loro si occupa di organizzare la distribuzione e lo stoccaggio delle armi o di svolgere un lavoro che al giorno d’oggi verrebbe definito di “intelligence”.

La rivoluzione dura solo sei giorni: nonostante il primo giorno le forze dell’ordine britanniche vengano prese di sorpresa, nei giorni successivi l’esercito inglese comincia a bombardare ed incendiare le postazioni dei ribelli: facilitati anche dal fallito tentativo degli stessi di occupare le due stazioni ed il porto di Dublino, in pochissimo tempo l’esercito inglese raduna una grande quantità di militari e circonda i gruppi asserragliati all’interno dei palazzi.

Il 29 aprile, il Preside e linguista Patrick Pearse, allora a capo dell’Irish Citizen Army, comprendendo che la situazione era ormai sfuggita e temendo la perdita di ulteriori civili, emana a tutte le postazioni l’ordine di arrendersi, e si consegna al Generale Lowe.

Le altre postazioni seguono la resa non appena Elizabeth O’Farrell, corriere per i ribelli, raggiunge tutte le postazioni.

Al gruppo di Cumann na mBan era stata data la possibilità di fuggire prima della resa: nessuna delle donne però approfittò di tale possibilità, e 80 donne del Cumann na mBan vennero arrestate e trasportate alla prigione di Kilmainham, 12 delle quali non vennero rilasciate. Insieme a loro, altre 3500 persone vennero arrestate e sebbene molte di loro vennero rilasciate dopo poco tempo, nei successive 9 giorni dalla resa, molti dei leader dei movimenti furono giustiziati.

L’obiettivo dei ribelli non era stato raggiunto, e l’opinione pubblica si divise per un certo periodo.

L’Irlanda dovrà attendere ancora 5 anni e passare attraverso una Guerra di Indipendenza per ottenere il suo status di Repubblica.

Il Cumann na mBan non cessò di esistere, e guidato dalla Contessa Markievicz diventò un movimento che, oltre a ricordare le vittime della Rivoluzione, continuò il lavoro politico di liberazione dell’Irlanda.

La Contessa Markievicz fu la prima donna ad essere eletta nella House of Commons ed anche la prima donna ad ottenere un Ministero (con similitudini a quelli che sono oggi il Ministero del lavoro e il Dipartimento delle pari opportunità).

Molte delle donne appartenenti al Cumann na mBan divennero attive Suffragette, e permisero alle donne Irlandesi di ottenere il diritto di voto nel 1918.

Fonti ed approfondimenti:
Easter 1916
Women of the rising
Easter Rising explained
Women of the rising: celebrating a nation on its journey

Un commento:

  1. Articolo interessante! Mi ha sempre interessato la storia dell’Irlanda. 🙂

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