“Oltre” di Ilaria Negrini

Recensione di Miriam Bruni

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Autore: Ilaria Negrini

Titolo: Oltre

Genere: Poesia

Edizione: Yuocanprint 2016

Formato Digitale

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http://www.mondadoristore.it/Oltre-Ilaria-Negrini/eai978889306506/

Ho scritto volentieri questa breve recensione alla raccolta di Ilaria: le affinità soprattutto tematiche mi sono subito saltate all’occhio, e alla seconda lettura hanno trovato radici, conferma. Citerò frammenti dei suoi testi, incastonandoli in un pugno di pensieri della sottoscritta. Sono certa che saprete e vorrete ritrovarli nella loro organica “localizzazione” originaria, cioè all’interno di una silloge in cui l’autrice lascia trapelare un “tendere all’infinito di un finito che non si basta“.

E’ da questa tensione, ricerca, necessità, che nasce forse il titolo: OLTRE. Ma c’è di più. Ilaria sembra sostenere che sia l’essenza stessa della poesia quella di “guardare oltre“, e nel testo che dà il titolo a questa raccolta definisce il dolore “un’apertura verso l’alto, verso quell’oltre che ci chiama” (!). E’ questa un’affermazione che solo gli animi già un po’ “cotti” dal sole dell’esistenza, maturati alle sue intemperie, possono arrischiarsi a fare. Stesso discorso vale per un’altra dichiarazione, ad una lettura frettolosa leggermente paradossale, in realtà densa di verità vissuta, e che sottoscrivo pienamente:
le parole non svaniscono“. Forse sembrano qualcosa di volatile, di fragile, solo perchè intangibili. Ma anche quando solo orali, fatte di suono, istante, timbro della voce, le parole si incidono nella memoria e verrebbe da dire nella carne del nostro vivere, e riecheggiano con potenza, instancabili, insopprimibili.

Tipico dei poeti è un particolare sentimento del tempo e un particolare sentimento della solitudine. Oltre, ovviamente, alla domanda meta-letteraria sullo scrivere stesso, sulla parola e il suo rapporto con l’idea, il pensiero. Ecco quanto ho riscontrato al riguardo. In un testo che si apre con l’immagine molto poetica delle “sigarette fumate dal vento“, Ilaria parla di un “novembre sospeso nel tempo“; nelle poesie iniziali in cui trasmette sensazioni e giudizi relativi ad un amore perduto sottolinea come possa capitare di pensarsi “soli nel momento ultimo“, come se l’amore appunto fosse tutt’altro che cieco: una esperienza che apre a nuovi mondi (vedi la poesia iniziale: “Breccia”), nuove energie, tra cui forse il coraggio di guardare in faccia anche la propria morte, perlomeno col pensiero, nella mente, che per molti è il palcoscenico dove si svolgono le parti principali del proprio Racconto, del proprio Narrarsi…
Riguardo alla relazione parole-concetti la Negrini dà chiaramente predominanza a questi ultimi.
E’ l’idea la meta del suo cercare, idea credo intesa come “pensiero”, “essenza”, contrapposta a “forma” o “abito”. Scrive che “per raggiungere l’idea ogni parola è trafitta ribaltata buttata e ripresa“. Un processo che fa venire in mente la preparazione di alcuni piatti tipici, il lavoro di alcuni chef ai fornelli…(!)

Penso che Ilaria possa maturare nella ricerca del proprio stile, di uno stile magari più “suo”, o comunque più “lavorato”. Ma che la sensibilità e le tematiche siano già squisitamente poetiche, di un lirismo-esistenziale in cui è facile riconoscersi o con cui è piacevole confrontarsi.
E inoltre sembra proprio sincera ed estatica nello scrivere che “quando le parole scorrono ritrovo quelle estati. Libera nei versi dal peso dell’esistere“.
Continua a scrivere, Ilaria: hai un nome arioso e limpido, e sai già che la mestizia ci agguanta quando restiamo troppo a lungo “ferme, inutili, sole”. La poesia è certamente uno dei modi attraverso cui realizzare condivisioni, spostamenti, e regali!

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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