Anna, meravigliosa Nannarella

“Anna, meravigliosa Nannarella”

Di Giulia La Face

anna magnani

Anna, meravigliosa Nannarella. Mia nonna mi preparava la colazione sempre al mattino presto. Sua  figlia, mia zia,  usciva per andare al lavoro. Una donna dolcissima, a dispetto della sua figura lunga e ossuta, spigolosa.

Quella mattina in cucina mia nonna non c’era. Le finestre erano ancora chiuse. Mia zia mi schioccò un bacio insonnolito sui capelli.

Fuori iniziava l’ autunno, avrei dovuto essere a scuola. La luce esterna penetrava dai listoni delle serrande. Era una giornata soleggiata. Ma diversa da tutte quelle che io conoscevo.

Sapevo che c’era un mistero, ma mia zia non sembrava affatto disposta a condividerlo con me.

In compenso mi fece vestire con un abitino leggero a fiorellini.

Lo ricordo perchè ne avevo solo un paio, mi pettinò i capelli lunghi e me li chiuse in una coda.

Come ogni giorno.

Mi piaceva uscire con zia Lory, sapeva di profumi eleganti, di allegria mai troppo spinta ma tutta dedicata a me.

Con lei nella sua mano la mia mano viaggiava sicura per ogni strada.

“Andiamo a cercare nonna”, mi disse, camminando lungo una via larga ed assolata, che costeggiava il lungo Tevere. Chissà dove saremmo andate cercarla, non mi offriva molte spiegazioni.

Poi, come se  rivelarlo fosse quasi doloroso, la zia mi disse:

”Nonna è andata al funerale di Anna ”.  L’addio ad Anna Magnani, ecco. Sapevo a malapena chi fosse, ma ricordavo bene quante volte mia nonna l’avesse nominata in casa. Lei così appassionata di cinema.

A volte mi obbligava  a vedere delle cose allora noiosissime per me. Ma in palio avevo sempre un gelato.

Così era riuscita a farmi vedere a cinque anni Sacco e Vanzetti e cose di quel genere.

Pensavo confusa a mia nonna al funerale della sua attrice preferita. Eravamo ormai stanche, mia zia ed io, mentre la città sembrava impazzita, tutti che correvano veloci.

Zia Lory decise di cercare un taxi per tornare indietro. Si fermò un tassista. Tirò giù il finestrino: “ Me dispiace Signo’, non posso, sto anna’ da Nannarella”.

E sgommò via, lasciandoci ai bordi del marciapiede, lungo una strada che mi pareva enorme. Che, io ricordo, chissà perchè ancora oggi, in bianco e nero.

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Magnani

giulilaface

Lettrice compulsiva e onnivora da sempre, mi piace ascoltare le storie altrui e scriverne. Viaggiatrice per bisogno, madre e moglie per scelta, canto per passione, lavoro come educatrice e counselor .Ma appena posso mi immergo nella musica e nella ricerca di poesia e di immagini. Adoro cucinare. Per questo invito spesso amici a condividere nuovi piatti e sapori. Ma è nella solitudine che mi ritempro e incontro tutti i miei pensieri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *