L’Acuto in Controcanto di Sabrina Granotti

Recensione di Anna D’Auria

Acuto Granotti

L’acuto in controcanto
Sabrina Granotti
Narrativa, romanzo breve
Amazon
2015
Pagine 121

 

«Salauds

Chi è Sybilla? Una ragazza dolce, giovane e avvenente che ha ricevuto un dono grandissimo: una voce da soprano come ne esistono poche, una voce che incanta. Il suo sogno, cantare.

Ciascuno di noi porta nel suo cuore un sogno, pochi quelli che hanno il coraggio e la forza di realizzarlo. Ma, come ammoniva Oscar Wilde, bisogna fare attenzione a ciò che si desidera, perché lo si potrebbe ottenere.

«“E adesso?” Le balenò nella mente, diventando di colpo consapevole che la sua vita non sarebbe più stata la stessa. Un avvenire leopardianamente “vago” apriva innanzi a lei i propri orizzonti.»

L’opera lirica fa da sfondo e pretesto a questo romanzo che racconta l’eterna commedia della vita: una giovane bella e inesperta (la principessa delle favole), il suo sogno, le contraddizioni della realtà in cui vive, l’ipocrisia e l’invidia delle persone che è costretta a frequentare (le sorellastre e la matrigna di Cenerentola), il maestro (il principe che la salverà), la forza dell’amore puro.

«Sybilla si avvicinò ad una finestra e guardò di sotto: vide bandiere rosse, striscioni di protesta contro il capitalismo e chi ammazza gli animali solo per sacrificarli al lusso; si udivano cori che si scagliavano contro la chiusura di una fabbrica e in generale lo sfruttamento e la precarietà del lavoro. Si sentì improvvisamente dalla parte  sbagliata:  stava  per  cantare  per i  colpevoli, si accingeva ad esibirsi per il divertimento dei potenti, mentre coloro con i quali il suo cuore fraternizzava stavano fuori, a prendere botte dalla polizia..»

Un personaggio fuori dagli schemi, un romanzo che attinge al mondo dell’opera coniugandolo con la cronaca contemporanea e toccando temi non semplici quali l’amore, la condizione sociale, la violenza, il gender. Questi gli ingredienti sapientemente mescolati da Sabrina Granotti, che grazie a una scrittura veloce, frizzante e coinvolgente dà vita a una storia leggera e godibile.

Sinossi

Leggendo le primissime pagine di questo libro si potrebbe pensare di essersi imbattuti in una storia brillante, che narra del successo e dei sogni realizzati di una giovane donna bella e con un grande talento artistico; invece vi troverete di fronte ad un personaggio tormentato, non di rado alle prese con i propri conflitti interiori. 

Sybilla è una ragazza di umili origini, una figlia della working class che possiede un dono straordinario: una voce meravigliosa da soprano, capace di deliziare e rapire chiunque l’ascolti. Ancor giovanissima per quella carriera, approda alle vette del successo grazie ad un’audizione tenuta da uno dei direttore d’orchestra più celebri del mondo, impegnato a scoprire nuovi talenti. A questo punto ella si ritroverà proiettata in un mondo che non le appartiene, costretta a scoprire e a confrontarsi con l’ipocrisia, il disprezzo verso le classi popolari e la sete di predominio che caratterizza la cosiddetta alta società. I valori etici in cui crede e con i quali è stata cresciuta le ribolliranno nelle vene, facendola rivoltare contro le ingiustizie e la totale mancanza di umana sensibilità che sovrastano quei salotti scintillanti. Ecco dunque Sybilla porsi di fronte ad una dicotomia dilaniante, che rischia di avvelenarle la gioia del cantare davanti a tanta gente, calcando i palcoscenici più importanti del mondo. 

“Non posso unirmi ad un simile coro: non seguirò la loro perversa melodia, sarò in perenne dissonanza, lancerò ad ogni occasione un acuto in controcanto”. Questa dichiarazione riassume il modo di sentire di un cuore indomito, in lotta contro una situazione di fatto avvertita come inaccettabile, una dimensione in cui Sybilla si trova scagliata a causa di un profondo e inestirpabile amore per l’arte. Come affronterà le tante contraddizioni? Una serie di dubbi e di aporie le si presenteranno innanzi giorno dopo giorno. Dovrà infine sacrificare una parte di sé, costretta a scegliere tra la fedeltà alla propria anima e la gloria del palcoscenico? Tra l’Etica e l’Arte? Non è facile per nessuno dibattersi in una tale ragnatela di interrogativi, senza riuscire ad intravvedere una via d’uscita. A meno che un sentimento più forte non risulti vincitore di ogni guerra… 

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