“La monaca” di Simonetta Agnello Hornby

Recensione di Chiara Minutillo

lamonaca

Titolo: La Monaca
Autore: Simonetta Agnello Hornby
Genere: Romanzo Storico
Feltrinelli Editore, 2013
Pagine 396

(Agata) sognava di emulare le eroine dei romanzi e desiderava l’amore di un uomo. Tanto. Tantissimo. Poi l’assaliva la realtà: povera e non voluta in famiglia, era con le spalle al muro. Allora cercava di “volere” la vocazione, ma ben presto soccombeva al richiamo del mondo.

Il tempo scorre, inesorabile, scandito da piccoli rituali, regole a cui sottostare, momenti di silenzio e di preghiera. Secondi come minuscoli granelli di sabbia che cadono lentamente, scivolando lungo il vetro tondeggiante di una clessidra che non può essere girata, per ricominciare tutto, per recuperare ciò che é perduto. Per crogiolarsi nuovamente nell’idea di avere infinite possibilità. Cos’é la vita senza l’amore?

Lavoro e supplica. Supplica e lavoro. Ore spese nel Coro, nelle cucine, nella biblioteca, nell’infermeria. Ore spese per una vocazione imposta, forse desiderata, con tutte le proprie forze, ma impossibile da raggiungere. Anche quando sembra così vicina da essere afferrata, fugge, veloce come il vento, volando in alto, in quel cielo che nella monotonia sicura e protettiva della clausura di rado si riesce a osservare.

Tredici anni e la testardaggine di chi ancora deve crescere. Agata è convinta di avere più di una scelta, dinanzi a sé; di poter girare e rigirare la sua clessidra come preferisce. Orfana di padre, penultima di sette figlie, innamorata di un adolescente che non può sposare perché priva di dote, Agata, in realtà non può prendere altra strada all’infuori di quella che la porterà alla monacazione. Rinunciare all’amore, rinunciare al mondo, rinunciare alla vita nel bel mezzo di una terra in piena rivolta.

La monaca” è un romanzo scritto da Simonetta Agnello Hornby. Ambientato in un’epoca di grandi cambiamenti che, nel giro di soli due decenni dal momento dei fatti qui raccontati, portarono all’Unità d’Italia, il libro si divide tra Messina e Napoli, arrivando a toccare brevemente anche Palermo e Salerno.

Agata cresce lungo il romanzo, diventando adulta, non più testarda, ma determinata. Un’adulta con dei sogni ancora da realizzare. Un’adulta che ha compreso che per quanto quei granelli di sabbia continuino a scivolare, inarrestabili, non è ancora troppo tardi per inseguire i propri desideri, gettarsi nel mondo e battersi per l’amore.

Come le donne di altri tempi e di altri romanzi, Agata si divide, per poi ricongiungere le sue due metà, formando una persona nuova, più matura, più consapevole, più certa del suo destino. Un destino che nessuno aveva in serbo per lei, ma che, coraggiosamente, Agata costruisce con le proprie mani, accumulando ferite che si asciugano al sole di una nuova vita, priva del velo e del soggolo che la costringevano. Una nuova vita, piena di un legame che non soffoca, che non nasconde, ma che è pronto a fiorire e a far sbocciare anche il fiore che, in Agata, sembrava destinato a soffocare.

Di giorno Agata era la futura novizia, pronta al momento solenne in cui si sarebbe promessa sposa a Gesù, e di notte era la lettrice clandestina di ciò che era vietato dal re e messo all’indice dalla Chiesa; la mattina si svegliava con il sapore di sogni proibiti. Agata si sentiva stranamente affine a certe monache che fino ad allora aveva evitato o non aveva voluto notare: ognuna aveva trovato una propria forma di amore proibito nel chiostro.

http://www.lafeltrinelli.it/libri/simonetta-agnello-hornby/monaca/9788807881367

SINOSSI

Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, fervono i preparativi per la festa dell’Assunzione della Vergine. È l’ultimo giorno sereno nella vita di Agata, innamorata del ricco Giacomo Lepre e da lui ricambiata. Agata deve rinunciare al suo amore: le famiglie non trovano un accordo e, alla morte del maresciallo, la madre di Agata, donna Gesuela, decide di portarla a Napoli, dove spera di ottenere una pensione dal re. L’unico piroscafo in partenza è quello del capitano James Garson. Dopo un tempestoso viaggio, James e Agata si ritrovano sul ponte e qui lei gli confida i propri tormenti. A Napoli, Agata viene forzata a entrare in convento. Un mondo in cui si intrecciano amori, odi, rancori, passioni illecite e vendette. Ma Agata sembra guardare oltre si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe mediche, impara a fare il pane e i dolci. Legge tutti i libri che James Garson le manda con regolarità e segue le sorti dei movimenti che aspirano all’unità d’Italia in casa della sorella Sandra. Ha accettato la vita monastica, ma è combattuta tra il sentimento religioso e il desiderio di vivere nel mondo. Non vuole dispiacere la zia badessa, ma nemmeno sacrificare il suo futuro. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, l’Agata di Simonetta Agnello Hornby è capace di abitare la Storia e al contempo di portare con la propria storia di giovane donna, una forza spirituale nuova, da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.

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