“Turista per caso” di Anne Tyler

“Turista per caso” di Anne Tyler

Recensione di Carolina Colombi

Turista per caso

Vita solitaria di un uomo, concentrato sulle sue abitudini.

 L’esistenza di Macon Leary, il protagonista di Turista per caso, scorre in maniera ordinata e puntuale.

 Si divide fra la sua professione, la cura e stesura di guide turistiche, e le passeggiate con il fedele cucciolo Edward.

 Edward è vagamente isterico, ma dà un senso al suo presente, altrimenti colmo di solitudine.

“Non faceva più dei veri e propri pasti. Quando aveva fame beveva un bicchiere di latte, oppure prendeva una cucchiaiata di gelato direttamente dal contenitore in cartone. Dopo il più ridotto degli spuntini si sentiva ipernutrito; tuttavia, al mattino, vestendosi, aveva notato che pareva dimagrito. Il colletto pendeva largo attorno al collo.”

 In seguito a un doloroso episodio che ha segnato la sua esistenza, l’uomo è rimasto solo a condividere la sua quotidianità, teso a perfezionare in maniera ossessiva le proprie consuetudini.

 Tanto da renderlo un metodico, e anche un po’ pedante, che deve avere sempre sotto controllo ogni aspetto della sua monotona routine.

 Il protagonista di Turista per caso può apparire un anaffettivo e avulso dalla realtà circoscritta dalla storia. Ma non sarà infine nulla di tutto ciò.

 Perchè a scalfire le sue abitudini interverrà un incontro tanto casuale, quanto determinante per il prosieguo della sua vita.

 Incontro che gli permetterà di elaborare il suo dolore.

 Anche se, con ostinazione, l’uomo farà di tutto per non cedere alle lusinghe dell’appuntamento che gli cambierà l’esistenza.

“Le notti invece erano tremende. Non che avesse dei problemi ad addormentarsi. Era facile. Guardava la tv finchè gli occhi gli bruciavano e poi saliva le scale. Metteva in funzione la doccia e stendeva la biancheria nella vasca. A volte questa parte pensava di saltarla, ma è noto che a non rispettare i propri sistemi si corre un grosso rischio.”

 Dopo una serie di vicende, in parte ironiche, il protagonista non sarà capace di sottrarsi al fascino del cambiamento, il quale, con una forza dirompente, interverrà nel suo mondo ben organizzato, licenziando così la sua abulia.

“Durante il volo per New York si trovò seduto accanto a un uomo dall’aspetto straniero e con i baffi, che portava appiccicata agli orecchi la cuffia di uno di quei mangianastri in miniatura. Perfetto: nessun pericolo di conversazione. Si lasciò andare all’indietro beato sul sedile.”

 I personaggi, delineati con fina abilità dall’autrice, appaiono veri, autentici, con le difficoltà e le scelte che le persone comuni si trovano ad affrontare.

  Il protagonista di Turista per caso, infatti è un uomo comune, con difetti e tic che contraddistinguono tutti.

 Piccole nevrosi, che portano Macon a rinchiudersi nel suo mondo, dove, oltre ai suoi tic alloggiano anche i suoi fantasmi.

 Ma nella finzione del romanzo, così come accade nella realtà, vivere isolati e in completa solitudine non sempre è possibile.

 E il personaggio scoprirà che vivere scollegato dal presente, come gli è accaduto essere stato disilluso dalla vita, non gli è congeniale.

 Anche per lui, il fascino seducente di non restare solo, ma di avere accanto una persona con cui dividere drammi e gioie, è irresistibile.

 Perciò, proseguendo nella narrazione, troviamo un Macon che non è più il personaggio misantropo e taciturno che conosciamo all’inizio.

  Ma un uomo che ha desiderio di assaporare lo scampolo di felicità che la vita gli offre, e gli si palesa in una presenza amica.

 Ed è facendo una scelta, in contraddizione con la sua indole di uomo solitario e conformista, che si congeda dal suo passato, riconciliandosi con se stesso.

 Come in molti romanzi della Tyler, le vicende raccontate in Turista per caso si svolgono a Baltimora, a eccezione di alcuni spostamenti del protagonista.

 Città dove la scrittrice, considerata una dei romanzieri contemporanei di maggior successo, conduce una vita ritirata.

 Non concede interviste e non partecipa ad attività promozionali per i propri libri.

 Il registro con cui sono narrate le vicende è quello consueto di Anne Tyler: preciso, fluente, che non appesantisce la narrazione.

 Seppur racconta gli eventi con puntualità e dettagli, anche quelli apparentemente meno significativi.

 Dettagli, che permettono al lettore di cogliere l’atmosfera mesta di cui i giorni di Macon sono pregni.

 Anche in Turista per caso, come in altri romanzi dell’autrice, si rintraccia la sua capacità di raccontare situazioni verosimili in cui i personaggi sono inseriti.

 Perchè quello raccontato è sì un mondo fittizio, ma simile a quello reale.

 La quotidianità quindi, compenetrata da mille sfaccettature, con i suoi drammi, piccoli o grandi che siano.

 Quotidianità presentata, anche se in parte, in maniera crudele, ma soprattutto vera.

 Mi piace inoltre ricordare, che Turista per caso è stato premiato con il National Book Critics Circle Award ed è arrivato in finale per il Premio Pulitzer.

   Dal romanzo, il regista Lawrence Kazdan ha tratto l’omonimo film, eccellente anch’esso, tanto da meritare diversi riconoscimenti.

Infine, un giudizio ben più autorevole del mio.

Washington Post del libro ha scritto

“Splendido, incandescente, commovente.”

Sinossi

Macon è un uomo solo, abituato a perfezionare le sue consuetudini di vita. Appare come un abulico che ha perso ogni interesse alla vita. Ma, grazie a un inatteso incontro, tornerà ad apprezzare le cose belle che la vita può offrire.

 

 Turista per caso – scheda libro

Nome del libro: Turista per caso
Autore: Anne Tyler
Genere: narrativa
Editore: Tea
Data edizione: 1992
Pagine: 320
Traduzione: Mario Biondi

Link  d’acquisto: Turista per caso

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