Il tempo di un secondo, un granello dentro la clessidra.

Il tempo di un secondo, un granello dentro la clessidra.

Articolo di Lisa Molaro

clessidra tempo

Una clessidra. Il tempo.

Questo invisibile fluire di eventi che talvolta ci preme contro la pelle oppure ci scivola accanto con la lentezza, finta staticità, della nuvola che si muove in cielo.

Come sapete sono affascinata dai simboli e da tutto ciò che a loro ruota intorno, proprio per questo durante la ricerca della copertina per il mio libro (Un secondo lungo una vita) ho vagliato mille possibili immagini.

La clessidra era uno dei primi oggetti su cui avevo posato gli occhi (nella mia mente, aveva ai piedi una collana di perle) poi però la scelta è caduta su un grande orologio vintage, sbiancato, di quelli che si trovano appesi ai muri della stazione.

Il tempo che scorre, arriva al capolinea e riparte; il tempo da cui si fugge o che si cerca di non perdere.

Comunque: il Tempo e l’importanza di ogni invisibile secondo.

La clessidra, oltre ad essere un oggetto bellissimo e ipnotico da guardare – o almeno così è per me – ha un significato bellissimo:

Clessidra, dal greco: Klepsydra cioè “che consuma l’acqua”

Come si intuisce facilmente è simbolo dell’incedere ininterrotto del fluire del tempo.

I sottilissimi e impalpabili granellini di sabbia, sono un invito alla responsabilità,  all’essere ligio al compimento delle proprie azioni.

Il Tempo non ritorna indietro: non può essere detratto o aggiunto in alcun modo.

Le dita non possono entrare dentro quel fragile vetro che le separa dalla sabbia; sabbia che scende inesorabilmente, senza chiedere “permesso”.

La sabbia è il simbolo dell’infinitamente piccolo ed è quindi un invito all’umiltà.

La grande quantità dei granelli evoca la moltitudine degli uomini.

Esattamente come questi ultimi è in balia degli eventi: è talmente sottile e all’apparenza insignificante, da essere plasmabile con un semplicissimo soffio, un respiro, una folata di vento.

Un granello di sabbia da solo non è nulla, nemmeno è visibile all’occhio umano.

Una moltitudine di granelli, invece, diventa duna ingannevole nel deserto oppure sponda, mai uguale a sé stessa, mentre l’acqua del mare la bacia, o la schiaffeggia, senza sosta.

Ecco spiegato anche il gesto che i monaci tibetani fanno quando disegnano figure o ideogrammi con la sabbia e poi con un veloce gesto della mano, nel tempo di un secondo, spazzano via i granelli lasciando il vuoto sulla superfice.

Questo è il concetto di non- attaccamento.

Il secondo prima  la sabbia c’era,  il secondo dopo non c’era più.

Ma nella clessidra, ad un certo punto, la sabbia si deposita tutta.

L’ampolla superiore è vuota e le soluzioni a questo punto sono due: o si lasciano le cose statiche oppure si compie un gesto che racchiude un altro significato bellissimo: si capovolge la clessidra  e si ricomincia.

Ecco che il Tempo, non è più una retta via ma diventa un cerchio, un ciclico fluire, un cadere per un rialzarsi, un baratto d’azioni contrarie e simili… in eterno movimento.

Nel frattempo le nuvole scorrono sopra la mia testa.

“Credo che l’avvenire sia solo il passato entrato da un’altra porta.” – Arthur Wing Pinero

Sopra le nostre teste, forse, su ogni nuvola qualcuno.

Nel cielo degli egiziani c’è Thot e sua moglie Sashat, che insieme suddividono lo scorrere del tempo in anni, mesi e stagioni.Thot e sua moglie Sashat

Sopra i Greco-romani c’è Crono a simboleggiare il fluire del tempo:

Crono

Oppure Giano, raffigurato con due volti, che guarda in direzioni opposte: il passato contro il futuro.

 In questo quadro Giano ha in mano una grande chiave, simbolo di prigionia tanto quanto di libertà:

giano e la chiave

 Ed infine sopra le teste induiste, c’è Shiva, il signore del tempo che distrugge e ricrea ogni cosa:

shiva

Davanti a me una clessidra continua a far fluire la sabbia verso il basso; può non significare nulla, può banalmente dettare il ritmo dei un gioco da tavolo.

Oppure può riempirsi di magia e significato, facendomi sentire complice e responsabile, caricando di importanza il momento in cui lentamente, poi, la rigirerò creando un cerchio.

Ti auguro tempo

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

 Elli Michler

 

 

Fonte: https://lisamolaro.wordpress.com/

 

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