Amarcord: Il posto più brutto del mondo

#AMARCORD 

di Marina Fichera

Era quasi la fine degli anni ’80, avevo appena superato la maturità con il massimo dei voti e l’intero mondo sembrava ai miei piedi. Sarebbe stata l’estate perfetta, se non fosse stato per quel trasloco di cui si parlava fin  da quando facevo le elementari: dal litorale di Roma all’operosa Brianza.

Mi sembrava di dover andare dall’altra parte del mondo, e poi al Nord d’inverno faceva freddo e il cielo era sempre grigio. E non c’era il mio amato mare. “Come potrò andare avanti? Si va bene, mi getterò a capofitto nello studio, ho grandi progetti per il mio futuro!” mi dicevo per consolarmi.

Mentre i miei finivano il trasloco partii per la mia prima vacanza con gli amici. Una settimana in Toscana. Per risparmiare dormivamo in un convento, molto prima che diventasse di moda e di conseguenza caro. Eravamo diciottenni squattrinati con il futuro negli occhi e la voglia di mordere la vita. Fu una settimana di risate e lacrime, dolci colline toscane e futura nostalgia, mal di stomaco e amicizia.

Venne il giorno in cui i miei amici mi accompagnarono alla stazione di Siena. Io ero diretta a Nord, loro a Sud. Presi due treni e poi due metropolitane e arrivai al capolinea. Mio padre mi attendeva con l’auto nella piazza della stazione. Uscii e vidi una squallida stazione di periferia, le acciaierie e tutt’intorno aree abbandonate. “È il posto più brutto del mondo! Dove mi hai portata!” Non ebbi il coraggio di dirlo a mio padre ma lo pensai così forte che mi disse “Vedrai dove abitiamo noi è bello”.

Sono passati quasi trent’anni e in quel comune che definii “il posto più brutto del mondo” ci abito da oltre dodici anni. Le acciaierie sono state smontate pezzo per pezzo e trasferite in Cina, le aree dismesse ora sono centri commerciali e residenziali, persino la stazione è stata dipinta di rosso e blu come il mare alla cui assenza mi sono abituata.

Tutto cambia, tutto scorre, nel mio girovagare per il mondo non ho ancora trovato il “posto più bello del mondo” dove andare a vivere. Forse, in fondo in fondo, spero sempre di trovarlo dentro di me.

2 commenti:

  1. Il posto più bello del mondo è sicuramente dentro di noi, perché è nel nostro sguardo sulle cose, è dove vivono gli affetti… dove ci sentiamo a casa.

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