La Madonna che piange di Palma Lavecchia

La Madonna che piange di Palma Lavecchia

Recensione di Elisabetta Corti

 

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Anni ‘80. Brigida, donna del sud, conosce Ulrico e, dopo un solo anno di fidanzamento, lo segue nel suo paese natale. San Sebastiano è un paesino tra le nuvole del Trentino Alto Adige/Südtirol, dove spesso si sente parlare più tedesco che italiano e dove, Brigida scopre con sgomento, non c’è il mare.

Dopo il primo scioccante impatto, Brigida si insedia nel suo nuovo paese e nella sua nuova vita, dove costruisce la propria famiglia.

Ora Brigida è una donna adulta, vedova, con un figlio indipendente e lontano da casa per gli studi. La perdita di Ulrico la fa inizialmente scivolare in uno stato depressivo dal quale però si risveglia prontamente, cercando un lavoro part-time per tornare ad occuparsi della propria vita.

E così, per una serie di casi fortuiti, ad un certo punto diventa la cuoca e donna delle pulizie della Caserma di San Sebastiano, che si trova proprio dalla parte opposta della piazza, praticamente di fronte a casa.

Brigida si inserisce molto bene nell’ambiente: è una donna riservata ma schietta, lavoratrice, ottima cuoca. In caserma tutti si affezionano a lei, e lei ricambia con piccoli “vizi”, come il caffè a metà mattina, il cui profumo chiama a raccolta tutti i presenti.

Ed è così che Brigida finisce con il raccontare al lettore di tutti i personaggi che animano la Caserma: cominciando dal Capitano Laudadio e dalla sua adorata Carlotta, i Carabinieri sfilano uno dietro l’altro nel racconto, mentre il tran-tran del paese scorre lento.

Fino a che, un giorno qualunque, la piccola statua della Madonna posta in mezzo alla piazza comincia a lacrimare.

Il Capitano Laudadio, mettendosi le mani tra i capelli che non ha, deve necessariamente trovare il bandolo della matassa, mentre i fedeli fanno la coda per toccare la piccola statua ormai assediata dalla stampa.

Palma Lavecchia dipinge un quadro impeccabile della vita di provincia, in cui i pettegolezzi e piccoli aneddoti sui generis sono il cuore pulsante della variegata popolazione che passa qui la propria vita. Includendo sia l’Arma che altri personaggi chiave di un paese – Sindaco, Parroco, perpetua, Vicesindaco e chi più ne ha più ne metta – compone un profumato pot-pourri di personaggi provenienti da tutte le parti d’Italia, con le loro diverse culture e visioni della vita, ma non per questo incapaci di vivere e condividere tratti della loro strada della vita.

A Palma va il grande pregio di saper far ridere e sorridere il lettore.  Ognuno può immedesimarsi in alcune situazioni o addirittura riconoscere nei personaggi qualcuno di famigliare. Ottimo l’escamotage sul finale, che come una ciliegina sulla torta, rende il romanzo molto credibile e vicino al lettore.

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Autore: Palma Lavecchia
Titolo: La Madonna che piange
Edizione: Youcanprint 2016

Sinossi

“La Madonna che piange” è una commedia che si svolge in una località ubicata da qualche parte tra le montagne della Provincia di Bolzano, San Sebastiano. La serenità che da sempre regna in questa piccola cittadina viene improvvisamente squassata da un evento che ha del miracoloso: la statua della Madonna del paese inizia a lacrimare. Toccherà al povero Capitano dei Carabinieri, Gino Laudadio, tentare disperatamente di mantenere l’ordine nell’immane disordine causato da orde di fedeli, da un Sindaco un tantino eclettico, un prete sui generis e collaboratori ben assortiti di pregi, difetti e virtù. E nel farlo, dovrà anche risolvere il grande dilemma: perché questa Madonna piange?

 

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