“All’ombra di un riflesso” di Nayla Coralli

“All’ombra di un riflesso” di Nayla Coralli

Recensione di Altea Alaryssa Gardini

all'ombra di un riflesso

C’è un periodo in cui ogni animo umano migra verso qualcosa di sconosciuto. Il viaggio potrebbe non essere del tutto volontario e la meta potrebbe non essere quella che credete.

Si tratta di salvare un mondo, ma questo vi riguarda da vicino credetemi, quindi siete tutti avvisati.

Capita a chiunque di vagare carponi nel buio della propria coscienza alla ricerca di qualcosa o di coloro che si è perduto. Ci si smarrisce il più delle volte, una parte di noi svanisce e nessuno può ridarcela, in qualche caso persino noi potremo non essere in grado di riconoscerla, neanche se vista attraverso uno specchio.

È questo che accade a Roslyn.

Si è persa nell’ombra di un riflesso della sua vita, una notte che la sua anima si era smarrita, in cerca dei pezzi che l’avrebbero fatta tornare ad essere felice ma prima di farlo, sicuramente l’avrebbero lasciata colma di cicatrici.

Il viaggio è iniziato come per caso, di sicuro non aveva chiesto quel dolore.

Alla propria anima si chiede pace non terrore. Ebbene, qualcuno una volta disse: “Attenti a ciò che chiedete, potreste ottenerlo”.

Solo lei poteva trovare l’entrata in quello specchio oscuro, e solo il pezzo di sé stessa, celato tra i laghi della sua perdita, avrebbe potuto trovare l’uscita.

In fondo alla realtà il confine con il surreale è così labile, così lattiginoso e fresco.

In quel luogo tutto sembra strano, si pensa che qualcosa stia per salvarti, potrebbe farlo ma la verità è che: per uscire dall’acqua devi prima immergerti, non puoi farne a meno, anche se negli abissi si celano segreti e paure.

La via per la salvezza passa per il dolore, e l’amarezza sembra una fata gentile se le permetti di ingannarti.

Zarokon è un mondo che vive parallelo al nostro, tutto è quello che sembra. L’unica domanda è: a voi cosa sembra?  Quando ho detto “nostro”, potrei non avervi dato, di proposito, la giusta chiave di lettura. Fate attenzione.

La protagonista di questa storia, tracciata da Nayla Coralli, entra vacillando in questo strano mondo e pian piano avanza in questa ambientazione, in cui gli abitanti rifiutano e aborrano il genere umano ma nel contempo lo bramano, vorrebbero graffiarlo, lacerarlo e viverlo.

Tutti vorrebbero cogliere il frutto ma non essere accusati di misfatto: non è legale provare emozioni in questo luogo.

Non è consentito avere nomi che provengano dal genere umano e all’arrivo, qualsiasi cosa arrivi da fuori deve essere dimenticata e ribattezzata. L’estraneo deve avere una seconda nascita taciuta alla vita pregressa, anche se tutti si ricorderanno chi sei e dell’enorme pericolo che li minaccia.

Qui non ci sono muscoli che battono, Roslyn è il morbo e non smetteranno mai di farglielo notare anche se ora il suo nome è: Mot Saelenys.

Qualcosa cambia quando si fa avanti una mano che vuole aiutarla.

Roslyn vuole tornare a casa e Nadlym si propone di studiare il comportamento umano rimanendone distante. L’impresa non si rivelerà cosa facile per lui: il fascino di un cuore che batte è irresistibile una volta che lo si è sentito.

All’ombra di un riflesso è un romanzo Fantasy di Nayla Coralli che ci porta in un mondo popolato da strane creature, ma chi dice che gli esseri umani sono normali? Stiamo entrando in un viale di vetri spezzati, gli specchi sono rotti e l’anima non ammette errori.

La storia è narrata in prima persona, cosa non semplice e percorso irto di spine come il viaggio di Roslyn.

Nayla Coralli e il suo “All’ombra di un riflesso” ne escono indenni e più forti. Ci riuscirà anche la protagonista?

Titolo: “All’ombra di un riflesso”
Autore: Nayla Coralli
Genere: Fantasy
Editore: self-publishing
Anno: 2016
pagine: 470

Sinossi:

All’ombra di un riflesso è un avvincente romanzo che può essere annoverato nel genere “fantasy psicologico”. Il lettore, infatti, entrando nel mondo interiore della protagonista, Roslyn, s’immedesimerà con lei, dando voce alle emozioni, il fulcro del romanzo. Grazie a un linguaggio semplice, che l’autrice ha volutamente adottato per rendere il suo romanzo accessibile a tutti, ciascun lettore verrà, dunque, chiamato a destreggiarsi in un regno che sfida di continuo l’essere umano, tra luoghi infernali e paesaggi incantati, vere e proprie metafore che ognuno interpreterà, in base al proprio vissuto

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