IN MEMORIA DI IRENA di Irena Sendler

Francesca Bleu
IN MEMORIA DI IRENA

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Nel giorno dell’anniversario della sua morte –
12 maggio 2008
Vi siete mai chiesti cosa sia la paura, la paura vera non quella di quando guardi un film seduto sul divano di casa, la paura che ti toglie il respiro, quella che ti farebbe gridare ma resti muto, immobile, sospeso tra la vita e la morte mentre il tuo cuore martella colpi furiosi alternati a momenti in cui ti sembra che cessi di battere.
Questo è ciò che deve aver provato spesso, molto spesso, una donna polacca che fa parte dello Zegota (consiglio clandestino di aiuto agli ebrei) insieme a tante altre famiglie non ebree che ogni giorno nascondono e proteggono con finte identità migliaia di bambini destinati a morte certa nei campi di sterminio nazisti.
La cifra: circa 2.500 bambini ebrei fatti uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia.
Irena Sendler questo il nome di questa donna.
Ma lei per anni ha taciuto, non ha mai raccontato a nessuno di quei momenti in cui il cuore batteva forte, in cui l’aspro odore della morte si percepiva nell’aria ad ogni rumore sospetto mentre, speranzosa, seppelliva in giardino i barattoli contenenti le vere identità dei bambini.
Non ha raccontato mai il dolore e la paura di quando fu arrestata e torturata ma riuscì a scappare poco prima dell’esecuzione.
Si è tenuta per anni nel cuore il suo segreto, fino a quando, per caso, un gruppo di studentesse ha scoperto chi era.
Nel 2007 l’allora Presidente della Repubblica di Polonia, avanzò la proposta al Senato del suo Paese perché fosse proclamata eroe nazionale.
Il Senato votò a favore, all’unanimità.
Irena non partecipò alla cerimonia del Senato, aveva ormai 97 anni, ma lei, che un eroe non si era mai sentita, inviò in risposta all’invito questa dichiarazione:
« Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria »
(Lettera al Parlamento Polacco)
Irena Sendler
(Varsavia 15 febbraio 1910 – Varsavia 12 maggio 2008)

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