“Splendi più che puoi” di Sara Rattaro

Recensione di Anna Maria Brattoli

TITOLO: Splendi più che puoi.

AUTORE: Sara Rattaro

EDITORE:  Garzanti

Pagg.: 222

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Bisogna diffidare dei principi di cartone. Quelli che ti riempiono la casa di rose, ti sorprendono con richieste eclatanti, ti prospettano un futuro strabiliante, e non ti ascoltano.

Il principe azzurro arriva in punta di piedi, sale le scale in equilibrio con due tazzine di tè, non è avvezzo a strafare, possiede la magia della sincerità. Penetra barriere, scavalca muri, apre cancelli. Sulle note di una incredibile sintonia si muove nella tua direzione, per accarezzarti. Gli basta poco per sconvolgerti, ti tiene al sicuro. Il principe azzurro si muove con destrezza e cautela, se c’è bisogno aspetta.

Emma lo troverà in Filippo, ma solo dopo essere passata per l’inferno, abbagliata dalla luce effimera di un cinico e malato principe di cartone di nome Marco.

Una mattina aprii la porta a una decina di fattorini: ognuno portava con sé un enorme mazzo di rose rosse. Mi sfilarono sotto il naso uno alla volta, chiedendomi dove potevano metterli. Io ero inebriata dal profumo, dal colore e dalla sorpresa. Ci sposammo sei mesi dopo.”

Inizia così la discesa agli inferi della violenza domestica di Emma.

Ero priva di pensieri certi. Tutto nella mia testa si era opacizzato. Per un attimo immaginai di averlo solo sognato, ma i segni sulla pelle non sapevano di fantasia. Marco, mio marito, mi aveva picchiata. Non riuscivo né a pensarci né a dirlo. Mi raggomitolai su me stessa sperando di occupare meno spazio possibile, per dare meno fastidio.”

Primo errore: pensare di essere sbagliata.

Emma è costretta a lasciare il lavoro e a vivere in una casa in montagna, isolata dai suoi affetti. La nascita di Martina non porterà il tanto atteso miracolo. Marco agirà la sua pazzia in maniera sempre più crudele, costringendola a dormire in cantina, lasciandola senza cibo, sequestrandole i suoi soldi, minacciando di ammazzare i suoi genitori qualora avesse provato a chiedere aiuto.

Allattavo e sistemavo tutto come piaceva a lui perché non trovasse l’appiglio per infuriarsi con me.”

Secondo errore: sforzarmi di volergli bene.

L’amore non cura le gravi malattie psichiche. Occorrono cure di medici competenti.

Terzo errore: pensare di avere la situazione sotto controllo. Essere accondiscendenti è solo un modo per prolungare l’agonia.

Essere accondiscendenti è cullare la sensazione di non essere più padrona di te stessa. Accettare che corpo e cervello, pur essendo tuoi, non ti appartengano più.

Quarto errore: pensare di essere l’unica persona che può aiutare qualcuno a risolvere i suoi problemi.

In questo paese la violenza domestica è percepita come un affare privato e non come un reato da rendere pubblico.”

Quinto errore: pensare che in una guerra la pietà venga premiata.

Pensai a mille modi per ucciderlo, ma quel mostro era pur sempre il padre di mia figlia.”

Sesto errore: vergognarmi.

Le persone che ti fanno male non calpestano la tua dignità, buttano via la loro.”

Settimo errore: credere di poter cambiare la situazione da sola.

Una persona violenta deve seguire un lungo e difficile percorso, gestito da specialisti, non da una vittima impaurita. Ogni donna ha diritto di essere trattata con rispetto. Mai cedere ai sensi di colpa.

Ogni donna ha diritto ad essere compresa e curata. I danni psicologici causati dall’aver subito violenza possono essere riparati, il ritorno all’equilibrio è segnato da un percorso dagli esiti spesso sorprendenti.

È quasi impossibile dimenticare ma si può tornare a splendere. Il buio della disperazione deve lasciare spazio alla luce della vita.

Splendi. Splendi più che puoi.

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Sinossi

L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può. Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.

 

 

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