“Il tempo migliore della nostra vita” di Antonio Scurati

“Il tempo migliore della nostra vita” di Antonio Scurati

Recensione di Carolina Colombi

 

Il tempo migliore della nostra vita

La vita e la morte di Leone Ginzburg

 

 

“Forse non c’è nessun dilemma. Ognuno fa quello che la sua libertà gli impone di fare.”

 Leone Ginzburg e le sue vicissitudini.

 E’ di questo che Antonio Scurati ci racconta ne Il tempo migliore della nostra vita.

 Ma non solo. Anche di ciò, che negli anni che si addentrano nel fascismo è accaduto in Italia.

 Da una prospettiva oggettiva, riportando fedelmente la Storia.

 La figura di Leone è tracciata in maniera forte.

 L’uomo è l’indiscusso protagonista delle proprie idee, le quali possono apparire in contraddizione con la persona mite che ha sempre combattuto senza mai imbracciare un fucile.

 Ed è sulla sua difficile scelta dell’intellettuale, che il libro si concentra.

 Su quel “no”, duro e secco, il quale gli costò la rinuncia a una brillante carriera universitaria, e che pronunciò per non giurare fedeltà al fascismo.

 Siamo nel 1934, e imperterrito, il giovane Leone continua nel percorso che ha tracciato per se stesso, e che lo porterà a diventare un eroe della resistenza.

 Leone costruisce, nonostante le contrarietà che deve affrontare.

 Costruisce cultura, oltre che a creare famiglia con Natalia.

 Con lei metterà solide fondamenta, che neanche il confino riuscirà a smantellare; con Cesare Pavese invece, darà vita alla casa editrice Einaudi.

“Nella sua stanzetta sotto i tetti Leone progetta le prime collane della nuova casa editrice. Prima fra tutte la Biblioteca di cultura storica.”

 Nei tempi a venire si nutrirà ancora di cultura.

 Senza curarsi né dei nemici e neppure dell’abbandono degli amici, porterà avanti la sua vita di studioso attento e geniale.

 Durante gli anni del confino, animato dalla speranza che le cose sarebbero cambiate, Leone si concentrerà con maggior passione sulla letteratura: da Dante a Manzoni, fra i più noti su cui si sofferma.

 E poi i russi, a cui è legato da un sentimento profondo e viscerale che gli viene dalle sue origini baltiche.

 Sarà marito e padre attento, affrancandosi dagli avvenimenti che inevitabilmente condizionano il suo presente, fino a quando i drammatici eventi storici lo porteranno a morire nello squallore dell’infermeria del carcere di Regina Coeli.

“Natalia cara, amore mio. Ogni volta spero che non sia l’ultima lettera che ti scrivo, prima della partenza, e così è anche oggi. Continua in me, dopo quasi una intera giornata trascorsa, il lieto eccitamento suscitatomi dalle tue notizie e dalla prova tangibile che mi vuoi così bene…”

 Sono queste in breve le vicende, intense e quanto mai commoventi, di un eroe dei nostri tempi.

 Vicende che Scurati ha sapientemente delineato, e che s’intrecciano a quelle dei nonni dell’autore.

 Ne il tempo migliore della nostra vita si individua un unico filo conduttore.

 Ed è  quello che unisce i destini delle persone, fra loro diverse, ma simili, perchè legate dal periodo storico in cui le loro vite si snodano.

 Un unico filo, per far emergere dal passato storie di gente comune: operai, contadini, che attraverso la memoria dell’autore ci raccontano la quotidianità di quegli anni.

 Altri personaggi singolari popolano questo libro, fra cui il grande Totò e con lui il ruolo del teatro napoletano.

“Per tutta la vita Leone Ginzburg ha tenuto il suo posto di combattimento e lo ha tenuto senza mai, in tutta la vita, impugnare un’arma. L’Italia libera. Così intitola lo strumento di lotta al quale Leone Ginzburg, di nuovo in prima linea dopo l’8 Settembre, di nuovo sacrifica tutto se stesso, compresa l’amatissima attività di editore.”

 Ed è così, in maniera asciutta e scorrevole, che ci viene mostrato uno spaccato di una storia tutta italiana.

 Ai tristi eventi che hanno portato alla dittatura, si aggiungono squarci di vita di un periodo vicino da un punto di vista storico, seppur lontano nel tempo.

 I migliori anni della nostra vita ci racconta cosa eravamo.

 Ci parla delle difficoltà incontrate dalla gente comune.

 Siamo ormai a 70 anni dalla fine del secondo conflitto mondiale.

 Il tutto, affinché gli eventi che hanno martoriato il nostro paese siano d’esempio, e non si ripetano gli errori del passato. Questo è il significato recondito del libro, secondo me.

“Non ho mai, naturalmente conosciuto Leone Ginzburg. A dirla tutta, però, non ho nessun ricordo certo nemmeno di Antonio Scurati, il nonno di cui porto il nome. Quel nome, poi, lo porto a causa di un ripensamento. Di un ripensamento e perchè la vita è tutta un immenso equivoco.”

 Il tempo migliore della nostra vita ci dà un quadro d’insieme quanto mai esaustivo, nel rievocare una figura straordinaria e di grande spessore morale e culturale.

 Libro intenso quindi, Il tempo migliore della nostra vita, ma un po’ troppo eterogeneo, dove la narrazione biografica di Ginzburg s’intreccia a quella degli altri personaggi.

 Personaggi importanti per l’autore.

 Che però distolgono l’attenzione da una delle figure più emblematiche della resistenza e di tutta la cultura italiana.

 Si tratta di colui, che con un “no”, fermo e deciso, ha decretato il proprio tragico destino.

Titolo: Il tempo migliore della nostra vita

Autore: Antonio Scurati

Genere: narrativa

Editore: Bompiani

Anno: 2015 

Pagine: 262

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