Intervista a Maria Saccà, autrice di “Vuoi litigare? Facciamolo bene!”

 Intervista a Maria Saccà, autrice di

“Vuoi litigare? Facciamolo bene!”

 di Emma Fenu

 

Maria Saccà

C’era una volta un marziano, piccolo e verde, approdato sulla terra per caso, per riparare un problema meccanico all’astronave, che cominciò a guardarsi attorno.
Attirarono subito la sua attenzione gli strani esseri che ivi abitavano, i quali si comportavano in modo incredibile.

«C’è vita in questo pianeta», pensò, ma non poté fare a meno di notare che il modo di comunicare era decisamente incongruente, in quanto i messaggi verbali non corrispondevano a quelli non verbali, e vigeva una incomprensibile regola sociale per la quale si recitavano copioni e non si esprimeva in modo chiaro ciò che si provava a livello emotivo ed emozionale.

«Non riescono a comunicare fra loro, questi terresti, soprattutto se decidono di creare una coppia», affermò il marziano, e scosse la testa, incredulo.

Non possiamo pretendere che l’omino verde avesse letto Pirandello, o tutto gli sarebbe più chiaro, sia sul concetto di maschera e che di incomunicabilità.

«Che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto». Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila

Il saggio della psicoterapeuta Maria Saccà, “Vuoi litigare? Facciamolo bene!”, conduce il lettore attraverso un percorso estremamente interessante, veicolando accreditate valutazioni proprie dell’analisi transazionale, e conseguenti metodologie, in modo puntuale e competente, ma accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Dopo aver assorbito in modo piacevole e costruttivo le premesse teoriche, infatti, ecco che si viene proiettati “dietro il buco della serratura” dello studio di una terapista di coppia, attraverso il susseguirsi di otto storie, delle quali, solo alla fine, si scopre l’esito conclusivo.

Attraverso la narrazione, l’autrice mette in luce i giochi di ruolo, tutt’altro che divertenti, e i meccanismi di difesa che conducono a litigi sterili, se non logoranti, e propone le alternative e le soluzioni per infrangere il muro dell’incomunicabilità e raggiungere l’intimità, ossia lo stare insieme all’altro al di fuori di schemi fasulli e reiterati, per chi si è davvero.

Resta ora da capire chi si è.

Domanda non da poco.

Eppure in tutti noi c’è un bambino naturale, che con il marziano si interebbe benissimo, privo di filtri e desideroso di dare e ricevere carezze, anche metaforiche, e un adulto che può imparare a non fare da “gancio” alla provocazione e a spezzare le catene di un gioco che vede tutti perdenti.

Pronti per la lettura di “Vuoi litigare? Facciamolo bene!”?

Allora, fatelo bene, munitevi di matita, per sottolineare qualche frase per voi determinante, e di gomma, per cancellare il canovaccio della vostra vita e scriverne uno nuovo.

Tratto da http://www.noidonne.org/blog.php?ID=06862

Oggi ho l’onore e il piacere di intervistare Maria Saccà, psicoterapeuta e autrice del saggio “Vuoi litigare? Facciamolo bene!”.

Maria Saccà

Benvenuta nel salotto di Cultura al Femminile, carissima Maria.

Il tuo saggio analizza e descrive le dinamiche della vita di coppia. Ci sono delle costanti invariate nella relazione fra uomo e donna oppure la società contemporanea assiste ad una totale revisione dei ruoli?

Grazie a voi per l’invito in questo salotto così accogliente.

Certo, nella società contemporanea molto è cambiato per quanto riguarda i rapporti tra uomo e donna. Oggi sarebbe impensabile l’idea di ubbidienza silenziosa da parte della donna e il relativo potere assoluto da parte dell’uomo che, fino a qualche decina di anni fa, era addirittura stabilito dal codice!

Ma alcune cose sono rimaste invariate, perché indissolubilmente legate alle caratteristiche “naturali”, nel senso di innate, dell’uomo e della donna. Per dirne una, il piacere dell’accudimento da parte della donna e la capacità e volontà di protezione da parte dell’uomo.

Il tuo saggio raccoglie otto storie tratte dalla tua esperienza professionale. Quale è stato il criterio di selezione? Queste testimonianze sono diventate exemplum perché molto comuni?

Le storie che racconto sono vere, reali, vissute sulla pelle dei protagonisti. Ho scelto queste otto perché ognuna di essa rappresenta un gioco particolare in modo completo.

Otto storie per otto “giochi”, che sono quelli che si giocano più di frequente in coppia.

Anche il litigio, dunque, può essere un’occasione per comunicare e creare una reale intimità fra i partner.

Puoi dare ai nostri lettori un primo consiglio per evitare uno scontro che è solo uno sterile logorio?

Il primo consiglio, il più importante, è quello di litigare guardandosi negli occhi, in questo modo attiviamo la nostra parte adulta, e possiamo evitare di cadere in catene comunicative infantili e improduttive.

Riscoprire il bambino naturale che è in noi ci può rendere più felici nella relazione di coppia, questo è chiaro dalla lettura del saggio. In quali altri ambiti possiamo trarre vantaggi?

In qualsiasi ambito! Il nostro Bambino possiede le emozioni autentiche, è quella parte di noi che ci consente di “guardare”, invece di “vedere” e basta, di “ascoltare”, invece di “sentire” e basta. Queste capacità sono applicabili a qualsiasi ambito della nostra vita.

Grazie per essere stata tanto gentile nel rispondere, mi piacerebbe conversare con te ancora: hai in mente di scrivere un nuovo libro? Magari potrebbe essere la volta di un romanzo!

Ho scritto un romanzo a quattro mani con mio marito. Era iniziato come un gioco (un gioco vero, non psicologico!), e invece sarà pubblicato a breve. Si tratta di un thriller con una spruzzatina di paranormale.

Per quanto riguarda invece la mia professione, sto scrivendo un saggio sui “copioni di vita”, e cioè quelle decisioni antiche che prendiamo sullo svolgimento della nostra vita, che poi ci dimentichiamo di aver preso, ma che continuiamo inconsciamente a seguire, spesso in modo dannoso e fallimentare.

Grazie a voi per la chiacchierata!

Grazie a te, è stato un piacere e un onore e attendiamo i prossimi libri!

Titolo: “Vuoi litigare? Facciamolo bene!”
Autore: Maria Saccà
Edizione: Franco Angeli, 2015

Link d’acquisto:

http://www.amazon.it/litigare-Facciamolo-storie-capirsi-riscoprire/dp/8891712507/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1463643010&sr=8-2&keywords=maria+sacc%C3%A0

 

 

Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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