“Sparita nel nulla” di Carolina Colombi

“Sparita nel nulla”

di Carolina Colombi

Contest Amarcord

Sparita nel nulla

Una donna sparisce in una fredda sera di gennaio

 Anche tu, come un’altra, avevi occhi azzurri e specchiati che non potranno più aprirsi sul mondo.

 Anche tu, come un’altra, sei sparita senza lasciare dietro di te la minima traccia.

 Solo una confessione, confusa, e in parte ritrattata ma che, a diversi mesi dalla tua scomparsa non ha permesso di trovare il tuo corpo.

 Di te non è rimasto nulla, nulla, se non il ricordo in coloro che ti hanno voluto bene.

  I tuoi familiari, gli amici, ma soprattutto la tua mamma, che anziana e malata, a gran voce reclama il suo diritto a darti una degna sepoltura.

  Un luogo dove portarti un fiore in memoria di ciò che sei stata.

  Ma niente di tutto questo, ora che sei sparita, per ora le è consentito. Per ora… in seguito si vedrà.

  Perchè? Perchè lui si è trincerato dietro a un ostile silenzio.

  Ostile, come è sempre stata la sua presenza accanto a te.

  Anche se tu, ingenuamente, come tutte le donne che vengono uccise, non sei stata capace di cogliere la sua malvagità.

 Era dunque un mentitore quello che a lungo è stato il tuo compagno, il quale, senza alcun ripensamento, non ha esitato a eliminarti dalla faccia della terra?   Sì, senza alcun dubbio.

 Altrimenti, non avrebbe potuto, soltanto pochi giorni prima, mentre già pianificava il tuo omicidio, rimanerti accanto.

 Ma non è stato da solo a progettare la tua morte e il modo di far sparire il tuo   corpo occultandolo.

  In modo che non fosse trovato.

  Se recuperato infatti, avrebbe potuto raccontare una verità diversa, e le molte cose che si celano dietro alla tua orrenda fine.

  Per quale motivo ti hanno ucciso, loro, tutti d’accordo? Gelosia, invidia della tua algida bellezza?

  Probabilmente anche questo ha avuto un suo peso sulla tragedia che ti è toccata in sorte.

 Certamente, quella è stata la causa scatenante del rancore di quelli che hanno favorito il tuo uomo a sbarazzarsi di te.

 Ovviamente, non ci sono giustificazioni per il male commesso.

 A coloro che l’hanno aiutato, se non altro, si può imputare che con te non avevano alcun vincolo d’affetto.

 Lui, invece, come spesso accade, affermava di essere innamorato di te.

 Allora, perchè l’ha fatto? Perchè si è macchiato di una colpa tanto grave che non gli eviterà lunghi anni di galera?

 Sei forse venuta a conoscenza, tu donna, ennesima vittima innocente, di fatti legati a un suo passato poco limpido?

 E’ dunque questo il movente per cui sei sparita? Mi chiedo.

 E legittimamente mi do una risposta. Credo proprio di sì.

 E’ in quest’ipotesi che deve essere circoscritta la vera causa della tua morte, oltre che all’odio che suscitavi in loro.

 Oggi, allo stato attuale dei fatti, si può soltanto dire che gli interrogativi sono tuttora aperti e non risolti.

 Nonostante l’abilità investigativi degli inquirenti, i quali, senza tralasciare nulla, scavano nel suo passato e in quello dei suoi complici.

 Interrogativi, che alla fine delle risposte le daranno.

 E, come tessere di un puzzle di non facile ricostruzione, verranno collocate nel giusto incastro.

 Ma quando? Quando sapremo la verità per intero?

 Durante il dibattimento forse.

 Sempre che, come costoro già stanno facendo, non ci sia un rimpallo di responsabilità da parte dei protagonisti della squallida vicenda.

 Al fine di mascherare la loro colpevolezza e nascondere per sempre lo svolgersi dei fatti.

 Ma, nonostante i presunti responsabili del brutale omicidio si celino dietro al diritto di non rispondere alle domande degli inquirenti, sono certa che la verità salterà fuori.

 Perchè un passo falso, anche il più determinato e lucido degli assassini, lo compie.

 E auspico che arrivati al processo, il silenzio costi caro a lui e ai suoi complici.

 Anche per arginare il massacro di donne, ogni giorno, brutalizzate e uccise.

 Perchè una donna non può essere sparita così, in una fredda sera di gennaio.

 E il suo corpo gettato via come fosse un mucchio di rifiuti.

 Fino a oltraggiare il suo corpo già martoriato da una morte violenta, restituendole un ultimo e definitivo atto di disprezzo.

Sparita nel nulla

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