#Amarcord “LA MIA STORIA D’AMORE TRAGICOMICA” di Annamaria Bortolan

Lui era timido e aveva molti anni più di me. Scapolo, non cercava avventure e, per questo, molte ragazze ne erano affascinate. Io non facevo eccezione ma, frequentandolo saltuariamente, non avevo mai avuto l’occasione di approfondire la nostra amicizia. Dovevo farmi avanti, tentare in qualche modo. Ma non sapevo come, timida anch’io e poco propensa a recitare il ruolo della seduttrice.
Si avvicinava il suo compleanno. Presa la stilografica e un biglietto d’auguri con raffigurato un vecchio con la barba bianca davanti a una torta di compleanno e una miriade di candeline, vergai poche, circostanziate rime: “La barba rada e bianca, lo sguardo dolce e mite, l’andatura un poco stanca coi segni dell’artrite. Se la dentiera balla e tu perdi i capelli, 52 natali possono esser belli se dentro sei rimasto un baldo giovanotto! Io che di anni in meno ne ho circa 18, ti scrivo e più non nego amicizia e simpatia. Tanti auguri di buon compleanno da Bortolan Annamaria “.
Seguirono lunghi giorni di un imbarazzante silenzio in cui compresi che, se proprio si vuol descrivere qualcuno in rima, è meglio sorvolare quanto a magagne personali. Il ritratto era comunque molto somigliante e alla fine l’amore trionfo’ e ci mettemmo insieme. La relazione naufrago’ alcuni mesi dopo in una stanza d’ospedale dove lui venne ricoverato d’urgenza per un grave intervento. Nonostante le mie premurose attenzioni venni scaricata e rimpiazzata quasi subito da un’altra, con la quale la relazione durò ancora meno che con me.
Sono passati molti anni, viviamo in città diverse e non sappiamo più nulla l’uno dell’altra. Ma mi piace immaginarlo mentre rievoca, ormai anziano e in sedia a rotelle, i giorni lieti e brevi della nostra storia.

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