“Io, Maddalena e l’amicizia ritrovata”

“Io, Maddalena e l’amicizia ritrovata”

Racconto di Carolina Colombi

Contest Amarcord

amicizia

Due donne si ritrovano e rinsaldano la loro amicizia

Era già da un po’ che non avevo sue notizie.

“Avresti dovuto telefonarle…”

Mi aveva detto mio marito il giorno prima.

E in cuor mio le avevo dato ragione.

D’altra parte, la mia amica viveva da sola, vedova e senza figli, e non certo di giovane età.

Avrebbe potuto quindi, aver bisogno d’aiuto.

Ma, come spesso mi accadeva, le giornate mi scivolavano via.

E il tempo, scandito impietosamente dalle lancette dell’orologio della mia cucina, non mi aveva concesso neppure qualche minuto per una misera telefonata.

Probabilmente, grazie alla singolare empatia che c’era sempre stata fra noi, il giorno successivo Maddalena ha avuto la bontà di scendere dalla collinetta dove abita.

E con il mezzo pubblico ha raggiunto il centro del quartiere dove anche io vivo.

Ed è stato con sorpresa, felice sorpresa, che i nostri passi si sono incrociati davanti al supermercato.

 Con baci e abbracci abbiamo ritrovato l’inossidabile amicizia.

Poi parole, frasi, per darci conto, l’una con l’altra, della nostra quotidianità.

A un certo punto però, un’ombra scura ha attraversato il viso di Maddalena.

Qualcosa mi suggeriva che nel suo cuore c’era un fondo d’amarezza.

Con garbo, ho cercato di esplorare il suo sentire, di capire cosa c’era in lei che non andava.

Ma nulla, nulla a palesare il malessere che covava nella sua anima.

Solo uno sguardo mesto e sfuggente a denotare il suo disagio.

D’altra parte, mi sono detta, era sempre stata una persona riservata, restia a esternare le sue difficoltà di donna sola.

Sola e abituata da anni a destreggiarsi e a gestire la sua vita e le sue giornate, abitate spesso dalla solitudine.

 Solitudine. E’ stata questa la parola che non mi sovveniva.

Ecco, era questo che percepivo nella mia vecchia amica: un latente senso di solitudine che spadroneggiava nella sua vita.

E pur non avendone fatto lei alcun cenno, mi sentivo in colpa.

Infatti non c’era ombrosità in lei, né per me e neppure per le altre amiche che si erano allontanate.

Infine, con la promessa di ritrovarci, questa volta in un luogo più attraente che non davanti alla vetrina di un supermercato, ci siamo congedate.

E mentre il lucore della sera accresceva il mio disagio, di nuovo un abbraccio, più frettoloso adesso, anche se colmo dell’affetto che non ero stata capace di dimostrarle.

 Affetto nei suoi confronti, tuttora persistente fra noi, e che speravo colmasse il vuoto dell’attesa di cui le giornate di Maddalena erano pregne.

Attesa di una telefonata, di una visita, di una passeggiata condivisa.

E fu a quel punto che decisi. No.

Questa volta l’attesa di Maddalena non sarebbe stata vana.

Perchè a tutti i costi dovevo, come un obbligo a cui non ci si può sottrarre, trovare il tempo e il modo di riallacciare con l’amica di un tempo, l’antica amicizia.

Io e Maddalena. Affinchè la nostra armonia fosse ancora un faro nel bailamme dei complessi rapporti che oggi legano le persone.

 

Cultura al femminile

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