“Vorrei camminare come fanno i bambini” di Giovanni Avignoni

“Vorrei camminare come fanno i bambini” di Giovanni Avignoni

Recensione di Francesca Gnemmi

copertina vorrei camminare come fanno i bambini

 Gloria… C’era una volta una graziosa bambina, principessa in un castello dalle torri merlate e finestrelle che affacciavano su distese erbose.

Dall’esterno aveva le sembianze di una dimora incantata. Le pareti però erano fredde e le stanze buie e spoglie. Gloria si copriva le spalle con scialli pesanti o si avvolgeva in morbidi mantelli.

Il gelo si insinuava impietoso nelle ossa non accennava a diminuire.

Disperata allora correva verso la mamma alla ricerca di calore, ma ogni forma di affetto, anche un semplice abbraccio le veniva negato a causa del suo essere cattiva e immeritevole.

Gloria non ha mai fatto nulla di male.

È sempre stata una brava figlia e l’unica richiesta che ha riproposto incessantemente a sua madre è stata quella d’amore. Quel sentimento naturale e sincero che lega gli esseri umani, che smuove le montagne e che ci fa sentire accettati e compresi.

Oggi ciò che ama di più al mondo è Clelia, la sua creatura placida e senza colpe, frutto del suo seno e ragione di vita. Clelia è equilibrio, meraviglia, pace.

“La piccola emise dei delicati gridolini di gioia e guardò la madre, poi avvolse il capezzolo dolorante tra le piccole labbra rosate e, con un evidente piacere, iniziò a succhiare avidamente quel delizioso liquido tiepido e dolciastro.”

La vita fuori dal nido rassicurante costruito con l’uomo che ama è continua fonte di angoscia. Le crisi di panico e il tormento alimentato quotidianamente da paure incomprese e mai sciolte deve essere fatto a pezzi.

Gloria dovrà indossare un’armatura lucente e sconfiggere i mostri che la minacciano da troppo tempo e che condizionano ogni suo gesto.

“Il vestito rosso si era trasformato in un’orribile pozza di sangue che colava giù dal letto fino a sporcare il pavimento. Due serpenti color rubino si avvinghiarono saldamente lungo le gambe di Gloria e la immobilizzarono stritolandole i polpacci.”

In Vorrei camminare come fanno i bambini, la maternità è vissuta come momento di riscatto da una sofferenza costantemente presente nei ricordi d’infanzia, legati a un ventre incapace generare amore e indisposto nel lasciarsi comprendere. Un dolore lancinante al quale togliere la maschera e, da esso, la capacità di perdonare. La guarigione.

Sinossi                       

Vivere la propria infanzia con una madre anaffettiva può causare danni irreparabili nella psiche di ogni individuo, ma è proprio questo che tormenta Gloria o c’è un altro mostro nascosto tra le pieghe della sua anima?

Una storia di madri, matrigne e orchi che non c’erano solo una volta, ma ci sono ancora adesso e strisciano come serpenti dalla lingua biforcuta sulla pelle delicata della giovane protagonista.

Autore: Giovanna Avignoni
Titolo: Vorrei camminare come fanno i bambini
Editore: Youcanprint
Genere: narrativa
Anno pubblicazione: 2015
Pagine: 230

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