“Bordertown” di Gregory Nava

“Bordertown” di Gregory Nava

Recensione film di Carolina Colombi

bordertown

Una serie di femminicidi a Ciudad Juarez

Bordertown è un film del 2006, scritto e diretto dal regista Gregory Nava.

 

 Gli interpreti  principali sono Jennifer Lopez, Martin Sheen, Antonio Banderas e Maya Zapata.

 Ha partecipato al Festival di Berlino del 2007, durante il quale a Jennifer Lopez è stato assegnato il premio Amnesty International, sia per il suo ruolo di attrice sia per quello di produttrice.

 Lauren Adrian (Jennifer Lopez) è un’appassionata giornalista americana a cui viene affidata un’inchiesta su di una serie di crimini irrisolti in una città che si trova sulla riva destra del Rio  Bravo.

  Ma la vera protagonista del film non è Lauren. E’ Ciudad Juárez, città situata al confine fra Messico e Stati Uniti.

 In questa città fatiscente si trovano grandi maqiladoras, fabbriche dove si produce tecnologia avanzata a basso costo, e nelle quali sono impiegate giovani donne messicane che lavorano molto, in cambio di una misera retribuzione.

 Eva ( Maya Zapata) è una di queste lavoratrici, e mentre, dopo il suo turno di lavoro, fa ritorno alla città-baraccopoli dove vive con la madre, viene stuprata dall’autista del bus e da un suo complice.

 Stuprata, strangolata e sotterrata viva.

 Dissotterratasi miracolosamente, sono Lauren e Alfonso Diaz (Antonio Banderas), direttore del giornale locale, ad aiutarla e incoraggiarla, affinchè testimoni la violenza subita.

 Dopo vicissitudini e peripezie da parte dei tre, veri e propri colpi di scena tale da imprimere al film un ritmo da thriller, la pellicola si conclude con un finale inaspettato.

 Che rende giustizia, anche se in minima quantità, alle numerose donne brutalizzate e uccise.

 La città in cui il film è ambientato, è abitata da una mascolinità primitiva.

 E’ un brutto esempio di società bieca e dolente, considerata la più pericolosa al mondo, sia per stupri e omicidi che la vedono protagonista, sia per il narco traffico, in collusione con la polizia locale.

 Questa pellicola la si può definire un film d’inchiesta.

 

 In quanto racconto drammaticamente fedele e disarmante dei molti omicidi non risolti, circa 400 o forse più, avvenuti in questa città-maqiladora.

 Ma anche un thriller coinvolgente ed intrigante, così come era nelle intenzioni di Gregory Nava.

Gregory Nava ha impiegato sette anni prima di veder realizzato il suo progetto.

 Soprattutto però è un film di denuncia che colpisce l’immaginario collettivo.

 Numerosi sono i femminicidi perpetrati a danno di giovani donne nell’abominevole microcosmo rappresentato da Ciudad Juárez.

 Come lo stesso Nava aveva previsto, Bordertown ha suscitato forti reazioni di dissenso.

 Tanto che il cast e la produzione hanno ricevuto ripetute minacce.

 Ma non solo questo è accaduto.

Anche la gente del posto, che ha collaborato alla realizzazione, è stata minacciata dalla polizia.

 Inoltre,  gesti di vandalismo sono stati messi in atto nei confronti delle attrezzature utilizzate per le riprese.

 Jennifer Lopez ha interpretato il film con entusiasmo e bravura, oltre che con passione.

 E con il vivo desiderio di dar risalto ai fatti cruenti di Ciudad Juárez.

Oltre che con l’intento di sensibilizzare il governo americano e quello messicano.

 Affinchè le autorità facciano chiarezza sulle morti avvenute nello stato di Chihuahua.

Cultura al femminile

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