“Venne il giorno in cui qualcuno mi chiamò Cravatto”

“Venne il giorno in cui qualcuno mi chiamò Cravatto” di Altea Alaryssa Gardini

Contest Amarcord

Qualche tempo fa vivevo non so bene dove e la mia piccola animuccia viveva intrisa in questi piccoli fili rossi che costituiscono il mio corpo.

Un giorno la mia vita è cambiata.

Vi dirò che mi piaccio davvero molto: agli occhi sono costituito da piccoli fili attorcigliati di seta che mi percorrono diagonalmente. Ogni tanto qui e là compaiono, con uno schema a me sconosciuto, delle piccole ma non ingombranti corone di quercia con al centro un piccola lettera.

Sono davvero di una bellezza potrei dire pompeiana.

Mi è successo, tanto tempo fa, quando ero solo un filo che veniva tessuto, di pensare a cosa sarei servito senza capirci mai veramente nulla. Nella mia vita ne ho passate davvero tante ma mi sono accorto, in un certo momento, che qualcuno voleva proprio me come abbellimento per il suo corpo e ne sono stato parecchio orgoglioso.

Per spiegarvi, è quando ti metti sotto una bella luce, magari di profilo, si è tutti più belli di profilo. No?

Qui inizia anche quella parte della mia esistenza che viene taciuta.

Non tutto me stesso viene utilizzato come abbellimento su talune persone, capita che io debba avere delle forme prestabilite e quindi gli altri miei pezzi rimangono inutilizzati o gettati, come quando si risorge, tutte le volte un pezzo della tua anima sparisce.

Dove finisce chiederete voi, giusto?
Ebbene, qualche mio piccolo pezzo, rimase nella casa di una piccola persona gentile che decise di prendersi cura di quelle parti che nessuno avrebbe voluto. Le sue mani erano tanto carine e decisi che, in fondo, non era così male farle decidere cosa confezionare, in modo che questi brandelli potessero avere la loro storia.

Sono diventato molte cose, tra cui si annoverano due piccoli astucci che dovevano servire a conservare o contenere oggetti all’interno di una sacca molto più grande. Vi comunico che questa mia amica confezionatrice la chiama borsa. Ora che ero di nuovo in forma, mi sfugge la nozione di quanto tempo io sia potuto rimanere nella borsa della mia amica e salvatrice, mi piaceva proprio prendermi cura degli oggetti in me custoditi.

Qui accadde quella cosa che le persone chiamano svolta.

Questa mia nuova forma venne regalata. In una giornata dai molteplici climi, venni svuotato dalle mie cose e delle altre mani mi presero, molto meno piccole delle altre ma forse con lo stesso carattere delle prime. E’ stato il giorno in cui questa nuova persona mi diede nuovi cimeli da custodire e mi diede un nome.

IO ORA avevo UN NOME.

Mi Chiamo Cravatto e sono un astuccio rosso, al mio interno vive un piccolo oggetto che ogni tanto mi fa le fusa e canticchia suoni e canzoncine, abito in altra borsa con Dango ed Happy che sono diventati i miei nuovi amici. Il primo è un astuccio pelosetto e morbido, il secondo è un gatto blu di plastica e quando le mani della nostra nominatrice non hanno bisogno di noi, ci divertiamo davvero un mucchio.

Mia amica confezionatrice, mi sento proprio contento, mi raccomando abbi cura del mio gemello.

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