“Il sogno dell’isola” di Tamara Marcelli

“Il sogno dell’isola” di Tamara Marcelli

recensione di Emma Fenu

 

Il sogno dell'isola

Ho letto in poche ore, lunghe un decennio della mia vita, “Il sogno dell’isola”, o forse sono stata letta io.

Perché io sono figlia e madre di un’isola, quindi lo sono in ogni mio anfratto, in ogni mia memoria che precede il primo vagito, in ogni respiro che precede il successivo, in ogni pensiero che precede l’agire.

Io sono di vento, di sale, di sole, di montagna, di neve.

Io sono morbida rena e roccia scoscesa.

Io sono sole caldo, luna misteriosa, gelo che brucia.

Io ho ferite che sono confini e tagli che sono ponti e gole che sono porti.

Non recensirò in modo asettico il romanzo di Tamara Marcelli, ma racconterò una storia in cui si intreccia Emma, che nel libro non c’era, ma da oggi c’è.

La protagonista, Tara, è una donna estremamente femminile, ma non lo sa.

Capita a molte.

Ci si definisce “maschiacci”, si avverte una forte competizione con gli uomini, non si accetta il proprio corpo e si affrontano disturbi alimentari, si teme di cedere all’amore per non soffrire ancora e mostrarsi deboli.

Si vuole diventare ALTRO, ossia esseri possenti.

Fino a quando, finalmente, si scopre che la propria alterità o diversità è l’essenza preziosa del proprio essere che rifugge modelli e stereotipi che abbiamo appreso fin dall’infanzia, nel confronto-scontro con la figura materna e nella dimensione sociale e professionale.

Fino a quando, gioiosamente, si scopre che il segreto del vivere felici e in pace con se stessi sta nella leggerezza, che non è superficialità o mancanza di introspezione, ma accoglienza materna dell’altro che è in noi e che ci circonda e libertà di imperfezione.

Tara compirà il suo iter di formazione con una maternità conquistata a fatica, esito di anni di trattamenti medici e sorellanza fra compagne di avventura nel non-luogo del virtuale, dove si è “leggermente” autentici proprio perché con un nome scelto, come in un battesimo inconscio.

Emma, invece, tale iter lo ha compiuto e lo compie seguendo la stessa strada iniziale di Tara e poi cambiando sentiero, attraversando un bosco dove non è previsto incontrare camici bianchi e far proliferare ovuli, ma essere madri in un modo diverso, in un ALTRO modo.

Dove conduce il percorso di mattoni gialli? Verso il “bambino dei sogni” o verso sogni che sono bambini?

Non lo so, ma questa è un’altra storia: la mia, la vostra.

Grazie a Tamara Marcelli per avermi donato una lettura intensa e toccante, che si destreggia fra il diario, il flusso di coscienza, la fiaba e il romanzo di formazione per condurmi in un’isola che c’è.

Sinossi

Lasciamoci travolgere dalla storia di Tara, protagonista instabile e romantica, sempre inquieta, innamorata della Vita, dell’amore e dell’arte.

La storia dei suoi incontri: con un Poeta, con un Musicista e con Laurence, l’uomo che diventerà il suo alter ego e che la salverà, a modo suo.

Ogni storia è un viaggio dentro se stessi e Tara lo scoprirà attraverso lotte, ricerche, fallimenti e rinascite, perché di una cosa è certa: arrendersi, mai.

E alla fine sarà sempre la Vita a sorprenderci coi suoi miracoli… Cercati, goduti, osservati e vissuti.

Titolo: “Il sogno dell’isola”
Autore: Tamara Marcelli
Edizione: Montag, 2015
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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrivo per lavoro e per passione. Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui "Cultura al Femminile".Ho pubblicato un saggio, "Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena", un romanzo - inchiesta, "Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità", sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, "Le dee del miele", che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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