L’altra e lei

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E poi c’è lei.

Robiz

In certi giorni, in certi momenti, è più difficile che mai esserle madre.

Quando non ci sono urgenze mediche a distrarmi dalla realtà, dallo stato delle cose, fa più male.

Sono giorni in cui piango la figlia che non ho avuto e che tanto desideravo: sandalini incerti e curiosi sull’erba, piedini dubbiosi e poi felici tra la sabbia. Sento forte il vuoto lasciato da ciò che ho sognato ma che non si è realizzato, e che non potrà mai realizzarsi: sorrisi complici, chiacchiere di bimba e caldi abbracci.

E poi c’è lei, con le sue gambette incrociate e il suo viso perennemente imbronciato. Un tremore negli occhi, le braccia spalancate, di nuovo un fulmine nella sua testa.

E poi c’è lei, stesa sul tappeto che ce la mette tutta per cambiare posizione, fino ad essere così stanca che le si chiudono gli occhi.

E poi c’è lei, che combatte ogni singolo giorno, e se lo fa lei, con che coraggio posso non farlo io?

E poi c’è lei, e mi commuovo d’amore.

 

 

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