“Lo scialle magico” di Ingrid Mylo

“Lo scialle magico” di Ingrid Mylo

Recensione di Ilaria Biondi

scialle magico

Sono particolarmente affezionata a Lo scialle magico di Ingrid Mylo, un libro piccolo, con poche pagine, che può entrare magicamente dappertutto.

Sapete qual è nel mio caso il suo luogo d’elezione?

Il sedile posteriore di Carolina, detta Caro.

La mia utilitaria rossa.

Che con buona dose di faccia tosta e spregiudicatezza infantile ancora mi ostino a definire Ferrari, in virtù del colore smagliante della carrozzeria.

Una sorta di gigantesca borsa di Mary Poppins che, malgrado lo spazio oggettivamente ristretto, può contenere l’inimmaginabile.

Perché mai proprio lì, e non sugli scaffali di una libreria, come si conviene ad ogni buon libro?

Il motivo è semplice: la storia della timida Mara e delle sue paure mi accompagna nei miei piccoli viaggi.

Ed è sempre pronta a sgusciar fuori dall’auto e dalle pagine, per prendermi per mano e accompagnarmi nell’ennesima avventura con i bambini che abbiano voglia di salire su un tappeto magico.

Ops, no!

Di indossare uno scialle magico.

Un magico pezzo di stoffa, la cui lucentezza dorata allontana gli oscuri fantasmi delle incertezze e delle inquietudini.

E fa svaporare le ombre infide dei quotidiani sgomenti che ingombrano il cuore con pezzettini neri e appiccicosi, senza concedere alcun spazio alla spensieratezza.

Le storie che hanno l’inspiegabile potere di gettare un ponte fra i bambini e me, facendoci navigare insieme nelle acque placide di un mare di sorrisi e stupori, mi si aggrappano al cuore.

Si incollano alle mie mani.

Volano come allegri fringuelli nei miei sogni.

E io non posso far altro che affezionarmi a loro, trattarle con tutti i riguardi e farle diventare amiche dei miei pensieri.

La storia d’amicizia con Mara, le sue paure e il suo scialle magico è iniziata una sera d’inverno, in una stanza d’ospedale.

E da allora non mi ha più lasciato.

No, non temete.

Può esserci tanto colore e tanto calore anche in un luogo che per noi ha solo le tinte del dolore.

Basta varcare la soglia della stanza.

E affidarsi con cuore grato al libro che abbiamo sottobraccio.

Affidarsi al desiderio di condividerlo, parola dopo parola, con i piccoli ospiti rannicchiati sotto le lenzuola.

Dicevo…

Quella sera, entro nella cameretta chiedendo permesso e subito mi presento.

Ad attendermi, con sorriso luminoso e occhietti furbi, due bambine curiose quanto basta, diventate amiche e complici nel giro di pochi giorni.

Condividendo pazienti ore lunghe di noia, di trattamenti, di malessere e di… timori.

Quel che è successo dopo, è un turbinio di emozioni che mi riscalda quando il freddo sfiora il cuore, in certi giorni con poco sole.

Il garbo della storia, la sua semplicità intrisa di poesia e verità, che si abbevera alla fonte genuina della vita di ogni giorno, è entrato con passo di libellula nella cameretta a due letti.

Si è accomodato su una sedia gialla e ha iniziato a srotolarsi.

A scivolare sulle coperte.

A frullare nell’aria leggermente impregnata di disinfettante.

Ma le parole non si fanno certo spaventare da simili quisquiglie, ci vuole ben altro per farle tacere!

Le pagine hanno cominciato a sfogliarsi, una dopo l’altra.

E, come per incanto, i due lettini hanno cominciato a vorticare sulle fronde degli alberi di un bel parco dove giocavano tanti bambini, circondati da madri premurose e nonni allegri.

Poi, guardando meglio, si potevano scorgere montagne luminose e prati trapuntati di fiori dal profumo inebriante.

Ehi, ma sapete che c’era anche un delizioso laghetto, con una ranocchia birichina che saltellava nel fruscio leggero del canneto carezzato dal tramonto?

Ho faticato non poco a far tornare le mie piccole amiche nei loro lettini e, credetemi, a dire la verità, nemmeno avrei voluto…

Erano così felici e spensierate sulle ali delle foglie e dello scialle magico, insieme a Mara, Aurora e a tutti i loro chiassosi amici!

Però era giunta l’ora di dormire e io, benché a malincuore, ho dovuto far rientrare Mara tra le pagine del libro e dar la buonanotte a quelle simpatiche pesti.

Ma non temete, le ho lasciate lasciate in ottime mani!

Quelle profumate e avvolgenti delle loro mamme, che si sono fatte una corsetta sulle nuvole insieme a noi, quella sera.

Prima di andarmene però, ho fatto con loro un gioco che, in realtà, è un rituale magico molto serio.

So che siete curiosi di sapere di cosa si tratti, ma non posso certo svelarvi i miei segreti di apprendista streghetta, pena il vanificarsi dei miei incantesimi.

Sappiate però che ad ogni luna piena, allo scoccar della mezzanotte, preparo il mio fluido magico.

L’indomani poi lo cospargo su uno scialle dai morbidi colori, i cui fili intrecciati sussurrano parole di dolcezza.

Ma, all’occorrenza, sanno anche armarsi di uno scudo lucente, per sconfiggere draghi spaventosi e neri mostri.

E quando vedete passare la mia Carolina sfrecciando, vuol dire che una storia mi sta aspettando, o forse mi sta rincorrendo.

Comunque sia, lo scialle magico è sempre con me e aspetta solo di far conoscere i suoi prodigi.

Pertanto, se doveste avere voglia di conoscere Mara e di entrare nel suo piccolo mondo, che ha il colore allegro dei leprotti, dei fiori, delle farfalle e ha il sapore succoso dell’amicizia e delle corse sull’erba, non vi rimane altro da fare che leggere la sua storia.

E poi salire al volo sulla mia auto, per inseguire insieme le capriole del vento che gioca a nascondino con il sole…

Titolo: Lo scialle magico
Autore: Ingrid Mylo (Illustratore: Marie-José Sacré)
Editore: Arka
Data edizione: 1994

SINOSSI

La protagonista è una bambina piena di paure che la rendono incapace di dominare lo stato emozionale che l’attanaglia e che le toglie sicurezza facendole vedere pericoli dappertutto.

Ha paura delle montagne che crede abitate da creature terribili.

Dell’ombra delle case e degli alberi.

Dei ragazzi che la canzonano.

Ha paura persino dei bambini che la invitano a giocare.

La paura di Mara si è cristallizzata, dura nel tempo, impedendole di vivere la sua infanzia con serenità.

Per il compleanno la madrina le regala uno scialle magico perché, a suo dire, chi lo indossa non avrà più paura.

Con quel “talismano” sulle spalle la piccola si sente pronta ad affrontare con decisione il mondo che pian piano si fa meno ostile fino a diventare bello e sicuro.

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