“Anna” di Cetta De Luca

“Anna” di Cetta De Luca

recensione di Emma Fenu

Anna

Anna è un nome palindromo, con una duplice direzione di lettura.

E così è la protagonista del romanzo: virgo e virago, indipendente e fedele, testarda e dolce.

Dea della Terra, che pesta gli acini come in un amplesso e prepara il pane come un sacro rito in onore della vita.

Dea del Mare, che si fa accogliere fino a fondere le proprie lacrime nelle acque salate.

Dea del Tempo, che si rende memoria, azione e speranza, in un’attesa infinita.

Attraverso il racconto delicato e poetico di una storia d’altri tempi, realmente accaduta, che trasuda dalle pagine profumo di salsedine, di cipria, di mosto, di more e di polvere da sparo, Cetta De Luca ci proietta nell’Italia del periodo fascista.

Gli eventi storici sono, tuttavia, filtrati dall’azzurro degli occhi di due sposi separati per dieci anni; dal fiordaliso e dal nontiscordardime; della carta di missive con parole omesse, intrappolate nelle mani; dalle onde di un mare che accoglie lacrime e pensieri.

Un azzurro che, nella sua intensità, non copre, tuttavia, le contraddizioni di un’epoca intessuta di tradizione e innovazione, in lotta con la morale comune e in cerca di ideali puri e assoluti.

Un azzurro che è femminile più del rosa, che è carnale desiderio, istinto materno, ribellione a costrizioni, coesione e complicità, coraggio di fare e libertà di non fare.

La narrazione è liquida: scorre, a tratti impetuosa, fra le rughe della Storia, madre universale, si insinua nella gola dei potenti e degli umili, monda le mani e le bocche degli amanti, lambisce i segreti, disseta il lettore con uno stile impeccabile nella sua purezza espressiva.

E pare di conoscerla davvero e di volerla stringere, Annina, donna moderna e antica, erede di antiche dee e padrona del tempo, capace di un amore pulito con l’azzurra liscivia, per sempre viva oltre la prigione della carta.

Il profumo del pane appena sfornato permeava ogni cosa.

Annina osservò soddisfatta il suo lavoro, le mani sui fianchi e sbuffi di farina sulla fronte e sul mento. Non le importava molto del suo aspetto in quel momento.

Era riuscita a far trascorrere il tempo, e questo contava. Aprì le finestre per far entrare aria fresca.

Il pulviscolo dorato della panificazione volò via al primo refolo di vento, luccicando alla luce del sole.

Avvertì in lontananza l’eco del clarinetto e della grancassa. La banda accompagnava i reduci davanti a ogni casa, e ormai si stava avvicinando alla sua.

Si affacciò per guardare. Il corteo era vicino, molto vicino, e stava per affrontare la salita.

Il sindaco era in testa, coi vessilli e la bandiera. Dietro di lui una piccola folla multicolore, sempre più esigua.

Annina aguzzò la vista, frugando tra le teste in cerca di un volto, una fisionomia, a lei familiari. Nulla.

Ma in fondo era plausibile, che pretendeva da sé stessa. Dieci anni e una guerra possono cambiare una persona tanto da ingannare la memoria”.

Sinossi

Le radici della storia di Anna affondano nei riti antichi, quelli che le donne si tramandano per generazioni, quelli della natura che fa il suo corso, anche nei rapporti umani.

E c’è sempre un destino segnato da combattere o assecondare per far sì che il rito sia propiziatorio. Quando però al destino si sommano gli eventi di una guerra, allora la storia spariglia.

Anna Lojacono è una ragazza caparbia, ribelle, che mal si adatta alle convenzioni di una famiglia del Sud, tanto meno con l’imposizione di un fidanzamento con uno sconosciuto.

Angelico Buonomo, più per fortuna che per merito, riesce a compiere il miracolo e a sposare la donna che ama. La guerra, la prigionia, la distanza saranno alcuni degli ostacoli che si frapporranno alla riunificazione dei due giovani, dopo dieci anni.
Anna dovrà districare fitte trame e custodire importanti segreti, rivelazioni che rischieranno di distruggere il fragile equilibrio che, nonostante tutto, bisogna mantenere, specie durante una guerra mondiale.

Dal ’37 al ’47, sullo sfondo dell’Italia fascista e della guerra nelle colonie, un viaggio che sorvola Africa, India e Australia, e una storia d’amore e di guerra con un finale per nulla scontato.

Titolo: “Anna”
Autore: Cetta De Luca
Edizione: Watson, 2014

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Emma Fenu

Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vivo, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente.

Sono Laureata in Lettere e Filosofia e ho, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti.
Scrivo per lavoro e per passione.
Mi occupo da anni di storia delle Donne, critica, letteratura al femminile e iconografia di genere; tengo un corso di scrittura creativa; recensisco libri, intervisto scrittori; organizzo e partecipo ad eventi culturali; gestisco siti e blog dedicati al mondo della cultura, fra cui “Cultura al Femminile”.

Ho pubblicato un saggio, “Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena”, un romanzo – inchiesta, “Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità”, sul lato oscuro della maternità, racconti, fiabe e poesie e una saga familiare, “Le dee del miele”, che si snoda in una Sardegna intrisa di mito e memoria, dove sono le donne le custodi della vita e della morte. Scrivo fiabe, racconti e collaboro per varie antologie.

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