Le donne nella Comèdie Humaine di H. de Balzac

“Le donne nella Comèdie Humaine di H. de Balzac”

a cura di Carolina Colombi, Valentina Dragoni, Giulia La Face e Maria Lucia Ferlisi.

 

Le donne nella Comedie humaine

Le donne nella Comèdie Humaine di Balzac

Questa settimana nel nostro blog inizia una nuova rubrica: I classici della letteratura.

Sarà una piacevole rispolverata di autori del passato per chi li ricorda ancora ed una piacevole sorpresa per chi non ha letto nulla delle loro opere.

La rubrica sarà condotta da un piccolo team di “laffine” che con una forte sinergia virtuale si sono tuffate nella lettura e nella stesura delle recensione. Ecco i loro nomi: Carolina Colombi, Valentina Dragoni, Giulia La Face e Maria Lucia Ferlisi.

Il primo autore scelto è Honorè de Balzac.

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Balzac

Gli articoli verranno pubblicati sempre al lunedì. Con il primo articolo vi introduciamo nella conoscenza di questo autore che ha contribuito a rendere grande la letteratura.

Abbiamo scelto di parlare di Balzac e del suo rapporto con le donne. Per cui i successivi articoli saranno improntati suoi personaggi femminili tratti dai suoi racconti.

Immagino già la vostra curiosità, ma dovete aspettare il prossimo lunedì…

Maria Lucia Ferlisi

 Honorè de Balzac: uno sguardo alla sua vita da Commedia

di Giulia La Face

                “Io adoro il genio!” .

Cosi’ chiosava la contessa Clara Maffei nell’accogliere nel suo salotto milanese Honore’ de Balzac, nel 1837.

A 38 anni Balzac era considerato gia’ tra i piu’ grandi romanzieri di Francia e del secolo.

Pantagruelico in tutto. Nella polemica, nell’amore, nell’eleganza, nel contrarre debiti enormi, nel mangiare. Lo fu anche e soprattutto nello scrivere.

Fiero della sua creatività  si definì il “Napoleone della letteratura”. E figura brillante, oltre che un dandy, Balzac lo fu per davvero. Tanto da influenzare la letteratura del periodo in cui visse. Fu apprezzato infatti, oltre che dai suoi connazionali, quali Flaubert, Baudelaire, Zola e Proust, anche dagli stranieri, fra cui Dostoevskij e Thomas Mann.

Chi era davvero Balzac?

Un uomo non particolarmente bello, ma affascinante, che rincorre il successo. Successo  in letteratura, negli affari (che mai gli arrisero) e nell’amore, per tutta la vita.

Un uomo tormentato e irrequieto . Scrive di se stesso:

”Da un mese non mi stacco dalla mia scrivania, e vi getto la mia vita come un alchimista getta nel crogiuolo il suo oro..; io vivo sotto il più duro dei dispostismi: quello che uno esercita su se stesso”.

Scrive e osserva. Sotto la sua penna nascono centinaia di personaggi che daranno vita alla Comedie Humaine, il gigantesco affresco della società. Non solo quella  parigina, ma dell’ intero Ottocento.

La società è il Personaggio, con i suoi drammi, le sue lotte, le ferree leggi del dare e dell’avere. Scolpisce caratteri e coglie tutte le fasce sociali, nei suoi pregi e nei suoi difetti. Vive tutto il periodo della Restaurazione. E’  visionario e geniale.

Non solo fa un ritratto di grande veridicità  della società del suo tempo. Ne intuisce altresì i mali profond,i che sfoceranno un secolo dopo nella “disumanizzazione” e strumentalizzazione dell’individuo. Amato e odiato, il suo genio fa il giro d’Europa, e le donne lo cercano e lui cerca le donne.

Le ama tutte, a suo modo. Una facile psicanalisi ci direbbe che non essendo stato amato e voluto dalla madre, che lo mette a balia da subito, cercherà amore tutta la vita.

Due rapiranno il suo cuore: Laura De Berny, “la Dilecta”, e la contessa Hanska, che sposa, dopo un amore tormentato, poco prima di morire.

Ama e osserva le donne, tanto da regalarci figure femminili nella sua Comedie che ci hanno colpito. Per la veridicità dei caratteri e delle tipologie femminili che sa  rappresentare. E che lui stesso ha incontrato, amato , illuso o ferito, nella sua vita.

LE DONNE DELLA COMEDIE HUMAINE

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Balzac amò molto le donne nella sua vita, tanto che nella sua “magna opera”, la Comedie Humaine, i personaggi femminili occupano un posto importante.

Nella società del primo Ottocento in genere la donna è tutelata in famiglia come bene prezioso. Da avviare a matrimonio conveniente, affinchè passi da un focolare all’altro. Ammantata di qualità di buone figlia e buona madre.

Questo è un clichè di cui non sempre però la donna dell’epoca resta schiava. Se è colta e sa conversare può essere il fulcro di un salotto artistico. Può circondarsi di scienziati, letterati e filosofi. All’opposto abbiamo le “cattive” donne, le frivole, le crudeli, le cortigiane.

 Nella “Comèdie” balzachiana ritroviamo tutta una serie di ritratti femminili. Il modello “angelo del focolare”, come Carolina Crochard ne “La doppia famiglia,” Pierrette nell’omonimo romanzo. Ma anche  Eugenie Grandet, nell’altrettanto omonimo capolavoro. Incontriamo le “Beatrici”, figure di donne incantevoli, virtuose, piene di spirito elevato e cuore aperto. Esempio ne è la  Contessa di Mortsauf ne “Il Giglio della valle”,  di cuiBalzac scrive:

“Sarà nella sua forma puramente umana, la perfezione terrestre”.

Infine accanto a queste tipologie di donne “positive” Balzac affianca una interminabile serie di ritratti di donne. Diverse: crudeli, ambiziose, fatue e infedeli. Sono queste donne che creano e distruggono reputazioni, successi finanziari o artistici e si accompagnano spesso ad amanti avidi e interessati.

Tra tutte ci hanno colpito per egoismo e crudeltà le figlie di Papà Goriot.  Diventate grandi dame grazie ai sacrifici del padre, Goriot, lo lasciano morire da solo.

Per questo ruolo così centrale e preminente, in vario modo, del femminile nell’opera balziachiana, abbiamo scelto di affrontare quattro opere dove le figure femminili giganteggiano, nelle varie tipologie che abbiamo individuato.

Giulia La Face

http://lafrusta.homestead.com/pro_balzac.html

http://www.treccani.it/enciclopedia/honore-balzac_(Enciclopedia-Italiana)/

 

giulilaface

Lettrice compulsiva e onnivora da sempre, mi piace ascoltare le storie altrui e scriverne. Viaggiatrice per bisogno, madre e moglie per scelta, canto per passione, lavoro come educatrice e counselor .Ma appena posso mi immergo nella musica e nella ricerca di poesia e di immagini. Adoro cucinare. Per questo invito spesso amici a condividere nuovi piatti e sapori. Ma è nella solitudine che mi ritempro e incontro tutti i miei pensieri.

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