“Vogliamo vivere” di Marina Fichera

“Vogliamo vivere” di Marina Fichera

Contest Amarcord

Festa a casa di una compagna di scuola, quinta superiore. Lo stereo suona le note di “The miracle of love”, la malinconica ballad degli Eurythmics. La voce di Annie Lennox è come una stilettata, un profondo graffio nella mia fragile esistenza di teenager. Sono da sola sul divano. E mi sento sola, su quel maledetto divano. E mi sento diversa. Si, sono diversa, ne sono così convinta da isolarmi totalmente anche in mezzo a decine di persone. Mi domando, disperata come solo a diciotto anni si può essere, chi mai mi amerà.

Sono passati quasi trent’anni, di cui venticinque a cercare di essere uguale, a cosa o a chi alla fine l’ho dimenticato. Quante volte il ricordo di quel divano mi ha vista ancora ospite scomoda!  Con alle spalle molte esperienze e molti viaggi lontano, dopo aver attraversato svariati strati della mia esistenza, mi son fermata a riflettere.

La vita è troppo breve per non viverla pienamente, per non gettarcisi a capofitto. E troppo esile è il confine tra star bene e star male. Ognuno di noi è un essere umano uguale agli altri ma al tempo stesso unico e del tutto speciale. Mi sembra quasi banale a leggerlo, ma a viverla non sempre lo è. E mi dico, consapevole come solo a quarantasette anni si può essere, che vivere è la cosa più bella che mi sia capitata!

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